Le stagioni di Louise. Anima e animazione

Una vecchiaia in Normandia dispersa nei ricordi

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Le stagioni di Louise
di Jean-François Laguionie
voce Piera Degli Esposti
Voto 7

L’anziana Louise è stata dimenticata in un paese della Normandia alla fine della stagione balneare. È sola con le case, un cane e i suoi ricordi. In fondo spiaggia e turisti la infastidivano un po’, e poi la famiglia si ricorderà di lei. Invece no. È una dispersa per niente angosciata e si muove in un mondo color acquerello che parte da dati realistici e ogni tanto, con estrema leggerezza, passa nell’onirico o nel fantastico, con l’ausilio della memoria. Gioca brutti scherzi la memoria? A Louise o a noi? Davvero aveva come amico fantastico il cadavere di un paracadutista dimenticato dallo sbarco in Normandia? Sembra uscito dalla terribile visione del Signore delle mosche, eppure è surreale e sensibile come certi spiriti dei disegni animati nipponici. Louise e il suo andare e venire nel tempo dei ricordi di bambina e di ragazza hanno qualcosa di certa animazione giapponese che sembra sentire il suo pubblico composto di nonni e nipoti uniti in una leggerezza incantata. Sarebbe interessante capire se si parla di animazione o di anima. Ma qui non sembrerebbe fare differenza

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori