Tra lacrime e cori, a Bologna l’ultima notte insieme dei Pooh

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Commozione, emozione, empatia. Se dovessi sintetizzare in sole tre parole l’ultimo concerto dei Pooh sarebbero queste. Commozione a grappoli, tutti emozionati a mille e una grande empatia tra i cinque sul palco e il loro pubblico. Un pubblico dall’età media piuttosto alta (probabilmente alcuni di loro erano già adulti ai tempi dei primi successi dei Pooh), ma dove non mancano ragazzi molto giovani. Che non sono certo qui per accompagnare la mamma o la zia, ma per scelta. E una parte di loro ha seguito tutte o quasi le tappe di questo ultimo tour trionfale.

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Certamente molto diverso da quello di Dylan, ma anche il loro in un certo senso è stato un neverending tour. Anzi, un neverending goodbye: prima l’ultimo tour insieme in 4, quindi quello in 3 (che poi sono diventati 6, 7, 47 con tanto d’orchestra sinfonica…). Ma quello dell’Unipol Arena di Bologna è davvero l’atto finale di una straordinaria carriera durata la bellezza di 50 anni.

I vostri 50 anni nelle nostre vite, si legge su uno striscione. Mentre su un altro hanno scritto: Basta trovare il coraggio… La parte migliore del viaggio è domani… grazie. Insomma, la maggior parte del pubblico non vuole credere che sia finita per sempre una storia che spesso ha accompagnato gran parte delle proprie vite.

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Invece è proprio l’ultima notte insieme e Roby, Dodi, Red, il figliol prodigo Stefano e il redivivo Riccardo lo sanno bene. Dice Roby alla fine del primo blocco di canzoni: «Per noi questo non è un concerto, ma un vero pugno nello stomaco». Gli fa eco Dodi: «Bologna è la città della musica, tutto ha avuto origine qui e qui doveva finire». Aggiunge Red: «Stasera qui c’è tutta l’Italia, un paese lungo e stretto, ma un gran bel paese… Negli ultimi mesi ho tentato di immaginare quali emozioni avrei provato stasera, ma ogni fantasia era lontanissima dalla realtà. Mai avrei potuto credere che una persona potesse provare sensazioni così forti». Chiosa Stefano: «Abbiamo raggiunto un traguardo incredibile. E tutto è stato reso possibile da un pubblico meraviglioso». Riccardo non ce la fa a dire la sua e scoppia a piangere.

A rincuorarlo ci pensa il pubblico con un lungo applauso, uno dei tanti che sono scoppiati nel corso della serata, caratterizzata da cori poderosi e lacrime che hanno solcato parecchi visi. Comunque non è certo stata una serata caratterizzata dalla tristezza, tutt’altro: gli spettatori sono stati parte integrante dello show, contribuendo a realizzare una coreografia molto scenografica. A chi era nel parterre hanno distribuito una stampa con un cuore rosso, a quelli nelle tribune un palloncino rosso a forma di cuore e in determinati momenti tutti dovevano alzare la stampa a cuore e sventolare i palloncini.

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Rispetto agli altri, più che per la scaletta, l’unicità di questo concerto è stata nell’emozione che lo ha caratterizzato. Riguardo la scaletta, infatti, ci sono state soltanto lievi modifiche. Lievi però molto significative: verso metà set hanno proposto una toccante versione di Santa Lucia a cappella, sostenuta soltanto dalla chitarra acustica di Dodi: molto scenografica la finta nevicata che ha imbiancato parte della lunga passerella che attraversava quasi per intero il parterre.

Ancor più significativa la scelta di sostituire quella che era sempre stato il brano conclusivo, Ancora una canzone, con Solo voci, il cui testo pare essere stato scritto apposta per l’occasione: Grazie per le mie città / appassionate, esagerate, ma / col nido comodo di casa mia / e gli aeroporti per andare via, se vuoi. / Grazie per la nostra età, / per questi anni di velocità / per i satelliti e gli amori che / son quelli di un milione d’anni fa e poi… / Grazie per le donne libere /compagne colorate e scomode / e per questa nostra musica / per chi mi lascia respirare e ridere / e piangere e vivere a modo mio.

I grazie si sono sprecati durante le tre ore del concerto. E sono stati tutti grazie  sinceri. Uno dei più sentiti Roby lo ha rivolto al (vero) quinto Pooh, Valerio Negrini, definito «il vero fondatore del gruppo. Se non ci fosse stati lui, oggi non saremmo qui a raccontarvi questa storia meravigliosa». Roby mostra alle telecamere un cappellino da baseball appartenuto a Valerio, poi ricorda che anche se lui nel 1971 decise di andarsene «per dedicare tutte le proprie energie alle sue vere passioni, la poesia, la scrittura dei testi e i viaggi, è stato e rimarrà il più grande e le sue storie non moriranno mai». Il pubblico ha tributato a Negrini uno degli applausi più lunghi e più intensi dell’intera serata, un omaggio a un uomo che in vita ha sempre avuto il coraggio di fare scelte precise (detto per inciso, tra pochi giorni, il 3 gennaio, sarà il quarto anniversario della sua morte).

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Oggi, assieme al 2016, finisce dunque la straordinaria storia dei Pooh. O meglio, c’è stata la loro ultima esibizione insieme. Perché la loro storia sarà dura a morire. Lo ha detto anche Roby: «Da domani ognuno di noi sarà un ex Pooh. Però c’è qualcosa che non può finire, la nostra musica: quella esisterà sempre». Del resto i Pooh, piaccia o non piaccia, rappresentano uno spicchio importante dello spaccato italiano degli ultimi 50 anni: spesso sono stati dei precursori scrivendo molti brani d’impegno sociale e mostrando grande coraggio nel proporre temi davvero scottanti, inoltre hanno stabilito record a raffica e si sono conquistati la stima di milioni di persone. Compreso chi, come il sottoscritto, ogni tanto ci tiene a sottolineare di non essere un fan dei Pooh: eppure li rispetto e li stimo come pochi altri per tutte le emozioni che hanno saputo regalarci.

La scaletta del concerto all’Unipol Arena:

Intro
Giorni infiniti
Rotolando respirando
Dammi solo un minuto
Banda nel vento
Vieni fuori (Keep on running)
In silenzio
Piccola Katy
Nascerò con te
Io e te per altri giorni
Se c’è un posto nel tuo cuore
Amici per sempre
L’altra donna
Stai con me
Se sai se puoi se vuoi
La gabbia (strumentale)
L’aquila e il falco
Il ragazzo del cielo
Risveglio (strumentale)
L’ultima notte di caccia
Viva (strumentale)
Pierre
In diretta nel vento
Stare senza di te
50 primavere
Alessandra
Santa Lucia
Uomini soli
Quando una lei va via
Notte a sorpresa
Nel buio
Domani
Parsifal
Per te qualcosa ancora
Dove sto domani
Cercando di te
La ragazza con gli occhi di sole
Ci penserò domani
Pronto, buongiorno è la sveglia
La donna del mio amico
Canterò per te
Dimmi di sì
Noi due nel mondo e nell’anima
Il cielo è blu sopra le nuvole
Tanta voglia di lei
Io sono vivo
Non siamo in pericolo
Chi fermerà la musica
Pensiero
Solo voci
Base finale (ad libutum) 

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".