Springsteen: un “museo” dedicato a lui nella Monmouth University (New Jersey)

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L’annuncio è arrivato martedi sera, quando Bruce e Robert Santelli si sono ritrovati sul palco del Pollak Theatre della Monmouth University per una conversazione “intima” di cui avevamo parlato nei giorni scorsi.La notizia è che quella stessa università istituirà al suo interno The Bruce Springsteen Archives and Center for American Music, una sorta di museo, di biblioteca che custodirà tutto ciò che riguarda Bruce e la sua musica. Già dal 2011 la Monmouth University ospita la Bruce Springsteen Special Collection (e anche di questo vi ho raccontato nelle settimane scorse), ma adesso il legame tra Bruce e il College di West Long Branch si rafforza ulteriormente, così come la Special Collection entra in una realtà più ampia. Il nuovo Archivio avrà il compito di salvaguardare e di promuovere l’attività artistica di Bruce e il suo ruolo all’interno della musica americana e allo stesso tempo quello di celebrare altre icone come Woody Guthrie, Frank Sinatra, Hank Williams, Robert Johnson, tanto per citare qualche nome.

A presentare l’iniziativa è stato il Presidente della Monmouth University, Paul R. Brown che ha voluto sottolineare come la sua università sia entusiasta di accrescere il suo legame con Bruce. “La nostra partnership – ha detto Brown – è naturale, essendo noi collocati a pochi passi dal luogo dove Springsteen è nato, dal posto dove è stata scritta ‘Born To Run’. La posizione della nostra università coglie alla perfezione l’essenza della musica di Bruce Springsteen e allo stesso tempo ha tutto il peso accademico che le deriva dall’essere una delle sole nove università affiliate al prestigioso Grammy Museum. L’istituzione di questo Centro – ha concluso il Professor Brown – celebra e rinforza l’importanza della Jersey Shore nella storia della musica Americana e costituisce un’esperienza importante e indimenticabile per i nostri studenti”.

“E pensare – ha detto  Bruce nel corso della sua conversazione con Bob Santelli – che mi sono guadagnato da vivere scrivendo sulla necessità di fuggire dal New Jersey! Nessuno avrebbe mai detto ‘Andiamo ad Asbury Park a trovare la più grande band del futuro'”. E proprio per questo Bruce intitolò il suo album d’esordio Greetings From Asbury Park, NJ, con tanto di cartolina postale che rimandava a quei saluti dal mare che si usavano tanto negli anni ’60. Una scelta ben precisa da parte di Bruce che rivendicava così la sua identità: “All’epoca – era il 1973 (nda) – tutti volevano vendermi come il nuovo Bob Dylan, mi ricordo che la prima photo session me la fecero fare a New York. A me sembrava un po’ scorretto, così passeggiando per il boardwalk di Asbury Park vidi quella cartolina con i saluti, la presi dall’espositore e mi dissi eccolo, questo è il New Jersey! Chi è del New Jersey? Nessuno! E’ tutto mio!”

Così Springsteen firmò il contratto con la Columbia e iniziò la sua carriera di autore: “Scrivevo con un dizionario accanto a me con cui cercavo tutte le rime possibili – ha detto ancora Bruce – Tutte le canzoni di quel primo album le ho scritte nel retrobottega di un centro di bellezza di Asbury Park che era comunque una città aperta, dove c’erano gay bar, locali dove bastava mettersi in fila e potevi suonare fino alle 5 di mattina come l’Upstage, dove avevi uno spazio vitale che non c’era da nessun’altra parte della zona e quindi c’erano tanti musicisti, tanti ragazzi che suonavano”.

L’incontro è andato avanti tra aneddoti e domande del pubblico, ma la cosa più interessante – per noi – è che è stato interamente filmato dal fedelissimo Thom Zimny e questo ci porta a credere che presto questo incontro lo vedremo da qualche parte. Springsteen ha voluto chiudere l’incontro, così come lo aveva aperto, con una battuta: “Ho  letto sul giornale di ieri che il New Jersey rimane lo stato n. 1 da cui la gente vuole fuggire… dopo tutto il lavoro che ho fatto!”.

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.