“L’amore e la violenza” dei Baustelle è il manifesto della vera musica pop

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L’amore e la violenza
dei Baustelle
Warner Music Italia

Ci siamo talmente tanto abituati ad assorbire pop scadente che quasi dimentichiamo che il pop è anche (e soprattutto!) il genere dei Beatles, degli ABBA e di Brian Wilson. E dunque quando sentiamo Bianconi che presenta il disco dei Baustelle come “oscenamente pop”, quasi ci viene da pensar male ricordandoci tutto il brutto che la musica pop italiana ha prodotto negli ultimi anni. Invece dovremmo ricordarci che i Baustelle quando parlano di pop parlano proprio di quel pop dei Beatles, degli ABBA e di Brian Wilson. Parlano (e cantano) di un pop di contenuto; e L’Amore e la violenza è un disco pop di altissimo contenuto.

Ci sono gli echi del passato (un sound palesemente spolverato dagli anni ’70-’80) che si tuffano nei problemi del presente. Nel mondo violento e guerresco nel quale viviamo (“Per sopravvivere alle stragi/ State lontani dai musei e dalle metropolitana / Ha detto la tv/ Mentre faccio i fatti miei”) supportato dall’auspicio dell’amore (“Torneremo a fare l’amore, vedrai/ A guardarci dritto negli occhi/ Ci si abitua a tutto / Alle stagioni / Alla storia / Al calendario”).

L’ungarettiano Non sono mai stato attaccato alla vita di Lepidoptera (“Mai stato così schiavo del mondo”) apre allo scenario del terrorismo (“Che fesseria la guerra / Quando finirà ce ne andremo in Inghilterra / A fare l’amore io e te”). Subito smorzata da uno svuotamento del significato di vita . “Pensare che la vita sia una sciocchezza aiuta a vivere”, per dire che a volte basta liberarsi dal peso e della responsabilità della vita per affrontarla meglio.

LE DONNE DEL DISCO: AMANDA LEAR E BETTY – Bianconi si affida a Rachele Bastreghi per i due pezzi femminili (e più fighi) del disco: Amanda Lear e Betty.
La prima è la sintesi di un amore che dura il tempo di un vinile: lato A, lato B e tanti saluti. Il cinismo di lei è tanto forte da mettere in chiaro che “Niente dura per sempre, figurati io e te” e che è meglio bruciare presto che spegnersi lentamente. Lui è talmente tanto coinvolto in questo discorso che, pur soffrendone, la tradisce per primo con una “troietta qualunque” e ribalta la questione.

Betty siamo tutti noi. Betty è la ragazza con 5000 amici su Facebook trascinata dalle dinamiche predefinite del mondo: esce anche quando vorrebbe restare a casa (“Si fa prendere e lasciare / Che cos’è la vita senza/ Una dose di qualcosa / Una dipendenza”). Betty ha perso il contatto col mondo e cerca di compiere un’eroica impresa: sdoganarsi dal meccanismo di fare qualcosa senza volerla davvero fare. Alzi la mano chi nella vita ha sempre fatto ciò che voleva, senza mai farsi influenzare dal contesto che aveva attorno. Probabilmente tutti saremo costretti a tenere le mani basse.

OSCENAMENTE POP – In sintesi “l’oscenamente pop” dei Baustelle ha funzionato. Hanno ripreso pezzi di Battiato tra il Vangelo di Giovanni (uno dei migliori del disco) e L’era dell’acquario, hanno steso due brevi tappeti strumentali Love e Continental Stomp e soprattutto hanno messo su un disco degno di chiamarsi pop. Un disco che fa respirare la musica italiana.
L’amore e la violenza è una splendida, fascinosa e irresistibile narrazione del nostro tempo. Vale davvero la pena ascoltarla.

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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell’anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.

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