Va tutto bene a casa di Brunori Sas

Brunori Sas pubblica il quarto album, il più maturo, il più musicale con testi mai banali, perfino politici come "Uomo nero".

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Finalmente un disco che ha un titolo, punto e basta, senza la precisazione di «Volume e numero». A casa tutto bene è il quarto per Brunori, dal titolo semplice, perfin troppo. Disco che prelude a un tour che partirà da Udine insieme alla sua band storica composta da Simona Marrazzo (cori, synth, percussioni), Dario Della Rossa (pianoforte, synth), Stefano Amato (basso, violoncello, mandolini), Mirko Onofrio (fiati, percussioni, cori, synth) e Massimo Palermo (batteria, percussioni).
Album anticipato da un paio di singoli con tanto di video pubblicati nel suo sito ufficiale, Canzone contro la paura girato in una sala prove per Sky Arte e che mette in risalto il forte impatto sonoro che l’artista riesce a sprigionare in versione live. L’altro video, primo singolo, presenta la canzone manifesto dell’album La verità, con una sceneggiatura ben costruita attorno a un babbo Natale che tenta una rapina che poi finisce male.
L’artista inizia a farsi conoscere con i Minuta, nel 2005 pubblica In tedesco vuol dire fiore con i Blume, quindi prosegue la carriera in solitario incidendo il primo album nel 2009 (Vol.Uno), il secondo nel 2011 (Vol.2 Poveri cristi) e il terzo nel 2014 (Vol.3 Il cammino di Santiago in taxi).
Adesso, con A casa tutto bene, l’artista si propone di allargare la sua platea, anche se la sua faccia è pressoché sconosciuta al grande pubblico, quello della televisione, dei talent, dei Festival Sanremo. Come anche la sua voce è (quasi) totalmente assente nelle radio commerciali, quelle che dettano legge.
Dalla presentazione alla stampa si legge che trattasi di «Canzoni che hanno a che fare con la necessità di affrontare le paure quotidiane e con la naturale e pericolosa tendenza dell’uomo contemporaneo a cercare riparo nella comfort zone casalinga, che spesso gli fa ignorare quello che accade fuori. Un disco con poche risposte e tante domande».
Brunori lo ha presentato a Milano, città dove passa parte del suo tempo: «Una città dove mi piace vivere, ma non per sempre, perché poi amo tornare nella mia Calabria dove trovo molto più tempo per me, per assecondare la mia cronica pigrizia». Ed ecco la nostra videointervista esclusiva.

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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