Dell’amore e delle canzoni in generale

222
0

Prima ho imbracciato la chitarra per suonare una delle più belle canzoni italiane degli ultimi anni: Una mano sugli occhi di Niccolò Fabi. La serata non era stata particolarmente malinconica fino a quel momento o, almeno, non più di tante altre. Eppure piano ho sentito le guance inumidirsi e la voce farsi sempre più flebile, rotta. Ho provato a cercare una spiegazione nelle parole della canzone, ho addebitato la “colpa” alla sua pura bellezza, in grado di universalizzare qualsiasi esistenza umana, e senza neanche rendermene conto di fronte a me passava il film della mia vita. Immagini e sensazioni molto nitide che quasi facevano a pugni per guadagnarsi il posto d’onore nella mia testa, quasi a voler dire “Questa canzone parla di me”.

Ed è probabilmente questa una delle grandi magie della musica, il suo insinuarsi a tradimento in una serata tranquilla libera da particolari pensieri. I socratici la chiamerebbero maieutica. Ciò che tocca le corde giuste, la sola cosa in grado di denudarti come mai nessuna persona potrebbe fare,  proprio per la sua capacità di coglierti a sorpresa in qualsiasi momento, come un pugno nello stomaco sferrato da un interlocutore inesistente.

Eppure, la musica rimane ciò di quanto più dolce io conosca. Umanizzandola, potremmo definirla un genitore che ti ama incondizionatamente, un fratello a cui poter confessare qualsiasi cosa o il miglior amico che riconoscerà immediatamente le tue menzogne. Ma la musica è qualcosa di più: è sintesi e sublimazione. È uno specchio di cui potersi fidare, a cui affidare le proprie emozioni, di fronte a cui spogliarsi senza remore, su cui piangere. Ed è per questo che ho finito di cantare e di suonare quella canzone. A fatica, ma l’ho affrontata. Così come tutto il resto.

CONDIVIDI
Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.