“Animals”, il disco più politico dei Pink Floyd

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Il 21 Gennaio 1977, usciva nei negozi Animals, decima fatica in studio per i Pink Floyd. Attiviamo la macchina del tempo: Londra, 1976. Dopo la pubblicazione di Wish You Were Here e il relativo tour promozionale, la band decide di acquisire uno studio di registrazione privato con tanto di personale interno in grado di gestire la strumentazione. Ed è così che gli studi prendono il nome di Britannia Row Studios.

Qui i Pink Floyd lavoreranno e registreranno il loro nuovo album Animals. Dal cassetto dei brani non pubblicati prenderanno due brani scritti nel 1974 (Raving and Drooling e You’ve got to be Crazy), esclusi da Wish You Were Here. Il primo sarà trasformato in Sheep, mentre il secondo in Dogs. A questo aggiungiamo Pigs (Three Different Ones) e dal recinto di Pigs On The Wing.
Un disco che vede Waters in prima linea nella scrittura dei testi: è proprio il bassista a voler dare a questo lavoro un’impronta marcatamente politica, iniziando così a prendere le redini del gruppo, cosa che poi porterà ai ben noti problemi all’interno del gruppo.
Liberamente ispirato al romanzo di George Orwell, La fattoria degli animali, Animals descrive le varie classi sociali con nomi di differenti specie di animali. I cani, aggressivi, sono i rappresentanti della legge. I maiali, dispotici e spietati, sono i politici, mentre la mandria delle pecore il popolo. L’album è una critica al capitalismo e al degrado morale e sociale della società.

 

Altro aspetto interessante del disco è la copertina: la vecchia centrale di Battersea sul Tamigi. Qualche mese fa vi abbiamo parlato di come la vecchia centrale ospiterà la nuova sede della Apple. Ma passiamo al motivo per cui venne raffigurata come copertina del disco.
In quest’occasione la band rifiutò la proposta dello studio Hipgnosis di Storm Thorgerson poiché queste delusero Roger Waters. La prima raffigurava un bambino in pigiama con in mano un peluche che osservava i genitori mentre consumano un amplesso. L’altra idea invece prevedeva delle anatre inchiodate al muro con tanto di schizzi di sangue (presenti in molte case inglesi anche se di plastica). Così quasi per caso Waters ebbe l’intuizione in una delle sue passeggiate in bicicletta per le vie di Londra. Davanti alla centrale Battersea Power Station Roger rimase molto colpito dall’architettura austera dell’edificio e decise inoltre di aggiungere un pallone gonfiabile a forma di maiale che sarebbe stato collocato proprio tra le due torri.

Gli scatti furono realizzati sempre dallo studio Hipgnosis, che però non si occupò dei contenuti nella busta interna del disco, affidati al batterista Nick Mason. Questo maiale, battezzato Algie, divenne uno dei simboli dei Pink Floyd stessi, e fece la sua comparsa anche in occasione di molti concerti.
Il pubblico non premiò pienamente l’album: secondo posto nelle classifiche inglesi, e terzo in quelle americane. Ha totalizzato comunque un bottino di dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo. Niente male vero?

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.