PJ9. Lo speaker che “vola” sulla base.

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Aria nuova nell’affollato mondo degli speaker portatili: la novità la firma LG Electronics (LG) con il rivoluzionario Levitating Portable Speaker (PJ9) presentato al CES 2017. Il nuovo dispositivo colpisce per l’inedito design che vede lo speaker wireless alzarsi magicamente e fluttuare sopra la propria base (Levitation Station). L’originale effetto ottico di PJ9 si realizza grazie a potenti elettromagneti, presenti all’interno della Levitation Station, che permettono allo speaker di non toccare alcuna superficie o filo durante la riproduzione audio. “On air” lavora un diffusore omnidirezionale sferico che diffonde il suono a 360°, reso pieno e rotondo dai bassi profondi prodotti dal subwoofer integrato nella Station. La buona qualità audio di LG PJ9 è garantita anche dal doppio radiatore passivo in grado di regolare finemente le frequenze alte e medie e riprodurle in maniera brillante. Oltre al suo aspetto suggestivo, il nuovo speaker portatile, come tutti i dispositivi wireless, si fa apprezzare per la grande versatilità che permette di riprodurre ovunque musica, podcast e altri contenuti audio. Versatilità che aumenta grazie alla tecnologia Multipoint integrata che consente allo speaker di connettersi a due dispositivi Bluetooth simultaneamente. La batteria interna garantisce un’autonomia di circa 10 ore. Quando comincia a scaricarsi, lo speaker scende automaticamente verso la base e avvia il processo di ricarica in modalità wireless, senza bisogno di alcun intervento e senza che la musica venga interrotta. PJ9 di LG è certificato IPX7 e resiste alle condizioni meteo più avverse in caso di utilizzo in ambienti esterni.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.