Bugo. “Nei tuoi sogni” e le canzoni d’amore (intervista)

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© Foto: Riccardo Medana

Bugo è un artista “di casa” tra le pagine di Spettakolo, per cui cura anche un blog, Arrivano i nostri. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare qualcosa in più su Nei tuoi sogni, nuovo singolo estratto da Nessuna scala da salire, il suo ultimo album (che ci aveva raccontato qui in fase di incisione e qui a prodotto finito). È stata anche un’occasione per fare un bilancio a quasi un anno dall’uscita del disco e per parlare del tour che continuerà a febbraio (e, chissà, anche oltre…).

Nei tuoi sogni è il quarto singolo estratto dal disco…
Sì, è una delle tre canzoni d’amore contenute nel disco e almeno una di queste doveva uscire come singolo: l’ho sempre fatto, tranne che all’inizio della mia carriera.
Il disco ormai è stato pubblicato ad aprile, quindi adesso stiamo “chiudendo il cerchio”. Nei tuoi sogni sembrava la scelta più naturale sia a me che alla mia casa discografica, anche perché è un pezzo che piace a tutti.

La tua discografia contiene parecchie canzoni d’amore, eppure quando si pensa a te difficilmente ti si associa a quel “genere”.
Per chi mi segue dall’inizio, è vero, perché i miei primi singoli sono stati Casalingo, Io mi rompo i coglioni, Il sintetizzatore: pezzi che mi hanno portato una certa fama.
Poi però nel 2011 ho pubblicato Nuovi rimedi per la miopia, che è stato un disco di svolta per me e per il mio pubblico, poiché mi ha portato molti nuovi fan. In quell’album, 2 singoli su 3 sono state canzoni d’amore: I miei occhi vedono e Comunque io voglio te.
Quindi, chi mi segue da quel disco conosce anche il Bugo delle canzoni d’amore; quelli che invece fanno “gli alternativi” conoscono gli altri pezzi.
Ma a me piace scrivere d’amore e quindi lo farò ancora.

Un bilancio a quasi un anno dall’uscita di Nessuna scala da salire?
Sono molto contento, in generale, e sono molto contento per come è partito, perché siamo arrivati primi in classifica con il vinile, che è una cosa per me inedita, e quindi è stato un segnale forte. Ho suonato al Primo Maggio, ho suonato allo Sgizet, c’è stato il tour autunnale, ora continueremo a suonare a febbraio e forse il tour proseguirà fino a quest’estate. È un disco su cui è stata posta attenzione, di cui hanno parlato tutti i giornali, quindi mi posso ritenere soddisfatto, anche se io per indole tendo a non accontentarmi mai e a puntare sempre più in alto.
Ci sono alcuni album che escono, ma nessuno se ne accorge: almeno quando escono i miei, un po’ di rumore lo fanno sempre… e spero che continuino a farlo.

Per quanto riguarda il tour, ci sarà qualche variazione rispetto ai concerti autunnali?
Il tour è sempre lo stesso, quindi come quello estivo e come quello autunnale. Cambia un po’ la scaletta, cambiano alcuni arrangiamenti, ma all’interno della stessa tournée non mi piace variare troppo. Ho da poco suonato a Napoli, prima sono stato in Sardegna, mentre adesso mi aspettano Firenze, la Sicilia… tutti posti in cui non sono abituato a suonare spesso e quindi dovrò lavorare molto con la band. Quando faccio un tour, voglio che tutta Italia lo veda almeno una volta, per questo non amo cambiare.
Quanto alla scaletta, si compone di quasi tutti i pezzi del disco nuovo insieme alle mie canzoni più conosciute.

Quando hai pubblicato Nessuna scala da salire, era uscito da pochissimo l’ep Arrivano i nostri; quindi, l’inizio del tour che ti sta portando tuttora in giro per l’Italia. Finiti i concerti, ti metterai subito al lavoro su nuovo materiale o hai intenzione di prenderti una pausa?
Non credo che mi prenderò una pausa. Adesso sto pensando al tour e al singolo che è appena uscito e sta iniziando a girare. Poi, terminato tutto questo, penserò al disco nuovo. Credo che inizierò a lavorarci già dopo l’estate.
Quando pubblico un disco, per un po’ non scrivo nuovi pezzi. Parlavo proprio di questo una volta con Morgan: lui, quando ha l’ispirazione scrive. Io invece sono sempre stato più metodico: finisco un tour e inizio a scrivere nuove canzoni. Sento la necessità di “staccare” dalla composizione, perché altrimenti c’è il rischio che diventi un “lavoro” che mi obbliga a scrivere. Invece preferisco interrompere il percorso, far convogliare le nuove idee e ripartire.

Quindi un lavoro quasi da “artigiano”. E l’ispirazione?
È un po’ un misto. Anche a me a volte capita che, mentre dormo, mi vengano delle idee. Mi è capitato con un pezzo, nato una notte in cui non riuscivo a dormire: sono quelle magie che riconosci e cogli, anche se non stai lavorando al disco in quel momento. E spesso quelli sono i pezzi migliori.
Però, quando mi metto a scrivere per un album, è un misto tra il “sedere a tavolino”, quindi mettersi in studio con la chitarra, e il cogliere l’ispirazione. In genere, in testa ho delle cose che voglio dire: ad esempio, con Nessuna scala da salire volevo sottolineare il mio ritorno, bello carico, dopo un lungo periodo di silenzio. E questo fin dal primo singolo: Cosa ne pensi Sergio.
Si tratta di un insieme di idee che cerco di sviluppare nell’arco dei 7-8 mesi che mi servono a scrivere un disco. In questo modo, mentalmente e artisticamente sono forte del fatto di aver scritto un qualcosa di molto unito, perché creato in un periodo di tempo determinato. E mi piace che questo venga colto: che si capisca che i pezzi sono nati in un certo arco di tempo, perché mi piace sempre cogliere il momento che vivo.
Certo, il rischio è che a volte si sia ispirati e altre meno. Nel 2006, ad esempio, ho pubblicato Sguardo contemporaneo, nonostante fossi consapevole di non essere particolarmente ispirato in quel periodo.
Non sono un cantante che deve avere tra le mani per forza il disco della vita per farlo uscire, non mi interessano molto queste cose. Ho un disco pronto? Lo pubblico, perché quello è il massimo che posso dare in quel periodo in termini di canzoni.
Diciamo che ho la mentalità dei vecchi cantautori e dei bluesmen, che fanno uscire un album perché in quel periodo hanno suonato quelle cose: poi starà ai critici e al pubblico decretarne la bellezza.

Le prossime date del tour di Bugo:
3 febbraio Soliera (MO), Arci Dude
4 febbraio Rimini, Bradipop Club
17 febbraio Treviso, Home Rock Bar
24 febbraio Firenze, Auditorium “Flog” Official

Il video di Nei tuoi sogni:

 

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.