Il caos calmo delle settimane che precedono Sanremo

2004
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Un mese con Ermal Meta
Ermal Meta

Ciao a tutti,
inizio con questo post il mio diario sanremese per Spettakolo.it… Ma come?, si domanderà qualcuno, il festival è già iniziato e non me ne sono accorto? Tranquilli, la data del big bang è sempre quella, 7 febbraio. Ma noi che siamo coinvolti in prima persona siamo già in pieno marasma. Direi che al momento siamo in una fase di caos calmo… Prima ci sono state le prove a Roma, l’altro ieri ho provato per la prima volta al teatro dell’Ariston. E tra qualche giorno dovrò tornare a Sanremo per altre prove… Quella del Festival è una macchina molto complessa e tutto deve girare per il verso giusto.

A proposito della mia partecipazione, qualcuno scrive che è la terza, altri la quarta. La verità sta esattamente a metà: è la terza è mezzo, nel senso che quando ci venni la prima volta, nel 2006 con gli Ameba 4, avevo scarsa consapevolezza di quello che stavo facendo ed ero soltanto il chitarrista del gruppo (ecco perché dico che conta la metà). Invece quando tornai nel 2010 con La Fame di Camilla avevo le idee più chiare. Del risultato dell’anno scorso, sempre tra le “nuove proposte” ma stavolta come solista, vado orgoglioso: quel terzo posto credo che mi abbia spianato la strada per vivere un anno intenso che è poi culminato nel mio ritorno a Sanremo nella categoria superiore. Cosa ovviamente che mi riempie di gioia.

Ormai lo sapete: canterò una canzone intitolata Vietato morire. Tratta di violenza e della disobbedienza ad essa. Alla lunga esiste solo ciò che resiste e resistere è uno degli imperativi che portano alla felicità. Il mio desiderio è che si parli di Vietato morire per l’argomento che affronta non rapportandolo ad una storia personale, cosa poco importante, ma ad un livello più ampio. Coniughiamo la violenza al passato remoto, ma non per dimenticare, semplicemente per accendere più luci sul futuro. Forse è soltanto un’illusione, ma voglio credere che questa canzone rappresenti un piccolo segnale di speranza.

La canzone mi è venuta così. È nata in un quarto d’ora. Credo che le cose più sincere nascano così, senza pensarci troppo. Soltanto in un secondo tempo mi sono reso conto che alcuni potrebbero trovarci una sorta di parallelismo con il brano che ho cantato l’anno scorso, Lettera a mio padre. Effettivamente sono come due binari della stessa ferrovia. C’è una sorta di fil rouge non verticale, ma orizzontale, le cui connessioni sono soprattutto emotive. Del resto da sempre sono convinto che chi fa musica deve essere coraggioso. Io credo che le furbate non paghino. Molto meglio mettersi a nudo, dire la verità cercando di tirar fuori quello che è nascosto nei meandri più reconditi.

Per ora mi fermo qui, avremo modo di riparlare di Vietato morire, magari dopo che l’avrete sentita anche voi.

Concludo dicendo che una delle canzoni che più mi sono piaciute da quando seguo Sanremo è Ti regalerò una rosa di Simone Cristicchi, che trattava in modo magnifico un tema importante e vinse a sorpresa il Festival nel 2007. Io non ambisco a tanto, sarei già molto soddisfatto se il mio pezzo fosse apprezzato dal pubblico e magari contribuisca a stimolare una riflessione perché tutto ciò che attenta alla vita va combattuta in ogni sua forma e messo a tacere per sempre.

Col prossimo post vi aggiornerò su come procede la manovra di avvicinamento al Festival. Grazie per avermi seguito fin qui e… che il lupo corra con me.

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Nato in Albania, ma residente in Italia da quando aveva 13 anni, è al suo quarto Sanremo: nel 2006 partecipò con gli Ameba 4, nel 2010 con La Fame di Camilla, nel 2016 come solista tra le nuove proposte. Quest'anno è in gara tra i big con "Vietato morire", brano che affronta un tema molto impegnativo come la violenza sulle donne. Oltre che per se stesso, ha scritto decine di canzoni per Patty Pravo, Marco Mengoni, Chiara, Francesco Renga, Emma, Annalisa, Francesca Michielin e altri.