Split. Un film con tanta personalità

Cosa succede se vieni rapita da un maniaco che nasconde in sé 23 persone?

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Split
di M. Night Shyamalan
con James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Betty Buckley, Jessica Sula, Haley Lu Richardson
Voto 7

Poteva essere un film da 8, ma Shyamalan a volte è uno splendido presuntuoso e si pone obiettivi sempre più alti… Si parte con un rapimento di tre ragazze che vengono chiuse in una cantina. Due sono amiche, una è una compagna di scuola eccentrica e tollerata. Le amiche di fronte alle esitazioni/aggressioni del rapitore hanno un comportamento da film di genere su ragazze rapite da maniaci che torturano con indovinelli. La terza rompe con la tradizione e lo inquadra: lei ha una personalità complicata per via di un’infanzia durissima (i flashback ce lo fanno capire), il maniaco di personalità ne ha tante. In teoria ne ha 23, ce lo spiega la psicologa che studia il suo caso e forse si spinge un po’ troppo in là pur di avere dati da portare ai congressi. Il nostro maniaco, che nella personalità standard è un modesto custode di qualcosa che non ci è chiaro,  può essere a turno stilista gay, nevrotico ossessivo, bambino insicuro, signora religiosa e via così fino a che non appare all’orizzonte la sua 24ma temutissima personalità: la Bestia che risiede in lui e se prende il sopravvento lo trasforma in creatura dai poteri inspiegabili. Il tema di base è che gli individui scissi (split) in personalità multiple riescono a produrre anche malattie fisiche  multiple e  in contrasto tra loro. Da lì a passare ai superpoteri, senza andare nel film fumetto, bisogna gestire un salto delicatissimo (a un pelo dal kitsch) nell’irrazionale plausibile: e finora questo riusciva proprio nei film di M. Night. Shyamalan (Il senso sensoUnbreakable- Il predestinato, Signs, The Village) i cui ingredienti estremi non sempre garantivano ciambelle col buco. Shyamalan dopo gli ultimi film sfortunati ci riprova, anche se il suo stile, sempre unico, è cambiato. Al solito, gioca l’ultimissima carta e ribalta tutto nell’ultima scena. Cacciatori di citazioni all’erta.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori