I migliori insulti di John Lydon

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Nato a Londra il 31 gennaio 1956, John Lydon dei Sex Pistols compie oggi 61 anni. La sua carriera da cantante inzia grazie all’incontro, nell’agosto 1975, con il chitarrista Steve Jones che gli propone di entrare nel gruppo da lui fondato, gli Strand. «Portava i capelli verdi. Pensai che aveva una faccia veramente interessante. Il suo look mi piacque. Aveva indosso una t-shirt con su scritto “Odio i Pink Floyd”. Johnny aveva qualcosa di speciale, ma quando parlò, capii che era un vero coglione», ama raccontare Steve durante le interviste.

Per festeggiarlo abbiamo deciso di raccogliere gli insulti più divertenti usciti dalla sua bocca nei confronti dei colleghi (…e non solo). Dai Green Day ai Coldplay, ci sono veramente tutti!

SUI GREEN DAY
Non sono mai stato un loro grande fan, anzi proprio non li capisco. Penso che sia una versione stupida di qualcosa che era decisamente più profondo e che portava con sé significati importanti. Come band sono davvero insignificanti. Sono un insieme di cose, ma alla fine sono molto più vicini a Billy Idol di quanto lo siano a noi. Nel corso del tempo non hanno fatto niente di originale e non penso che questa opinione sia dettata dal fatto che ho troppe pretese.

SUGLI ARCTIC MONKEYS
Non sono un gruppo, sono una produzione dell’industria musicale, sono una parodia, una cosa molto vicina ai pessimi Green Day o a Avril Lavigne.

SU ALEX TURNER (DEGLI ARCTIC MONKEYS)
Sembra uno che quando deve scrivere una canzone va su Internet, cerca la parola punk e vede quello che trova. Nessuna ricerca nel suo stile, niente di niente. Non voglio dire che non ci sia spazio per questa roba, ma io cerco più sostanza.

SUI CLASH
Non odio i Clash, ma solo la loro musica.

SU JAY-Z
Credo che come artista non abbia alcun senso. Non l’ho mai incontrato, ma mi sono esibito in contemporanea a lui due volte, una volta al Coachella in California e l’altra volta da qualche parte in Polonia, tutte e due le volte, quando ho iniziato a suonare io gran parte del pubblico è corsa sotto il mio palco. E credo che lui l’abbia notato.

SU KEITH RICHARDS (E IL SUO LIBRO)
Non l’ho letto, ma ho sentito dire che è solo zeppo di storielle da ragazzine su armi, droghe e donne…

SUI COLDPLAY
Fanno una musica che non trasmette gioia e sono completamente privi di senso dell’umorismo. Li ho incontrati qualche tempo fa e mi sono sembrati estremamente noiosi, una piccola gang di tristi masturbatori. I loro pezzi hanno qualche accento carino, ma sono privi di voglia di vivere, di voglia di divertirsi. Sono delle patate lesse, anzi delle mezze patate lesse.

SUI RADIOHEAD
Mi fanno schifo perché a loro interessa una cosa sola: i soldi. A loro di voi ascoltatori non frega assolutamente niente: il loro unico pensiero è riempire il loro conto in banca. Non sanno un accidente di niente, non hanno né cuore né anima. Non si rendono conto che c’è gente, là fuori, che vive, respira e muore. A loro frega solo dei soldi.

SUI GREEN DAY (PARTE DUE)
Molte band punk sono solo l’imitazione di altre, e questo ha reso le cose molto facili per quelli come i Green Peace… Cioé i Green Day, o come accidenti si chiamano. Li odio. Davvero, non li sopporto. Per me non sono altro che appendiabiti, e non credo si siano mai guadagnati davvero il diritto di potersi ammantare di qualsiasi cosa abbia a che fare col punk. Non sono stati costretti a passare attraverso la violenza, la sofferenza e l’odio che c’erano quando i gruppi che il punk l’hanno inventato hanno mosso i primi passi. Voglio dire, noi abbiamo dovuto lottare per ogni centimetro che abbiamo guadagnato.

SU DONALD TRUMP
Perché uno dovrebbe dare il proprio voto all’ ennesimo vecchio, sporco businessman bianco. Gente come lui crede di poter comprare la politica, addirittura la presidenza.

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Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.