La battaglia di Haksaw Ridge. E il guerriero pacifista

La battaglia più cruenta vinta dall'unico che non sparava e salvava vite

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La battaglia di Haksaw Ridge
di Mel Gibson
con  Andrew Garfield, Teresa Palmer, Hugo Weaving, Rachel Griffiths, Luke Bracey
Voto 7 1/2

Chi è più coraggioso? Chi si getta in battaglia o chi si getta in battaglia senza armi? Il soldato Doss di Mel Gibson è veramente esistito, era un Cristiano Avventista del Settimo Giorno, si arruolò volontario per andare a dare il suo contributo nella seconda guerra mondiale e non volle toccare un’arma sfidando la corte marziale: a Hacksaw Ridge, la collina coi tunnel dove i giapponesi tennero in scacco gli americani a Okinawa, salvò in una notte 75 feriti cercandoli nel buio e calandoli da una roccia, da solo, sorretto dalla sua fede nel Dio degli eserciti. La mano di Gibson regista mira ad essere pesante come quella di Dio: nella prima parte gioventù, amore, addestramento e martirio (con accusa di vigliaccheria) del buon soldato Doss che non vuole imbracciare il fucile; quindi  un assaggio dell’inferno, poi battaglie tritacarne (con la stessa passione della Passione) da cui lo spettatore non è sicuro di uscire senza mutilazioni, e gesti di gloria (avvolti da una fotografia che ricorda in effetti i poster muscolari della propaganda) che hanno fatto di Doss il primo obiettore di coscienza impiegato nei soccorsi ad aver meritato la medaglia d’onore sul campo. Alla fine viene il sospetto (paradossale per la cifra di Gibson) che tutte le successive guerre americane siano state perse perché non avevano da mettere in campo pacifisti di grande levatura. È un cinema archeologico (nello stile) e molto efficace. Potrebbe portare un Oscar al valore a Garfield?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori