Sanremo al via: delusioni e conferme alle prove

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Sanremo 2017, la prima conferenza stampa

Sanremo 2017, si parte. Questa sera il 67. Festival della Canzone Italiana spalanca le sue porte televisive su Raiuno dal teatro Ariston per la prima delle cinque serate di gara canora e spettacolo. In scena i primi undici dei ventidue big in lizza, che lotteranno per otto dei sedici posti disponibili per la semifinale di venerdì, mentre quattro dei “bocciati” potranno essere recuperati dopo una nuova esibizione e relativa classifica giovedì sera, rinunciando a presentare la loro cover. Venerdì infine, una nuova votazione porterà al taglio definitivo di quattro cantanti escludendoli dalla finale di sabato.

Sarà Tiziano Ferro, ospite speciale (in compagnia di Carmen Consoli), a rendere omaggio stasera a Luigi Tenco, tragicamente scomparso in circostanze mai del tutto chiarite in maniera convincente al Festival giusto cinquant’anni fa.

Intanto si scommette sul vincitore, e se tutte le previsioni indicano Fiorella Mannoia, una parte preme su Sergio Sylvestre, il gigante buono di Amici, che conta una considerevole numero di fan entusiasti della sua voce soul, pronti a sostenerlo su internet al momento del voto.


I primi cantanti a scendere in gara saranno stasera Al Bano, Alessio Bernabei, Clementino, Elodie, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia, Giusy Ferreri, Lodovica Comello, Ron e Samuel. Domani toccherà agli altri undici, Bianca Atzei, Michele Bravi, Chiara Galiazzo, Gigi D’Alessio, Francesco Gabbani, Marco Masini, Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi, Sergio Sylvestre, Paola Turci, Michele Zarrillo.

Le prove generali ieri in teatro hanno dato delle canzoni in gara e degli interpreti indicazioni più chiare rispetto al veloce preascolto da studio di due settimane fa. La prima certezza è che Fiorella Mannoia sia di un altro pianeta rispetto a tutti gli altri. La sua presenza e personalità valorizza al massimo la buona canzone scritta da Amara, un inno alla vita e a guardare avanti con gioia e speranza che è boccata d’ossigeno in un festival dedicato ai rimpianti e agli amori perduti.

Fiorella Mannoia. Foto di Luisa Carcavale

Il resto convince meno. Più di tutti Marco Masini e Francesco Gabbani, sia pure con due proposte opposte, ma anche Giusy Ferreri, Fabrizio Moro, Ron e Paola Turci, modi diversi ma indovinati di intendere la canzone.

Di Masini (qui la video intervista) si racconta che avesse convocato Zibba (qui la nostra intervista) per chiedergli una canzone, e chiacchierando in studio gli avesse raccontato molte cose della sua vita, dei suoi rapporti con le persone, ricordi di bambino, alla fine chiese a Zibba se gli andava di scrivere una canzone per lui e Zibba gli mostrò i suoi appunti, annotati chiacchierando, con la canzone già pronta: «Ma è la storia della mia vita!» esclamò Masini sorpreso.

Francesco Gabbani (qui la nostra intervista) vincitore l’anno scorso fra le Nuove proposte, è invece un po’ il giullare della compagnia canora, con una canzone paradosso, trascinante e allegra, che cita e smonta un po’ tutti i luoghi comuni e i comportamenti di moda dei nostri tempi, portando in scena un “gorilla ballerino”, riferendosi alla “scimmia nuda” studiata dall’etologo Desmond Morris in un libro del 1968 e citata nella canzone.

Giusy Ferreri è salita sul treno sanremese con convinzione e un brano efficace, festivaliero, giocato su una frase melodica semplice e ripetuta, ben sostenuto dalla sua voce roca e personale. La sua carriera – spiega – ricomincia con questo Festival dopo una caduta e una rinascita, cercando finalmente convinzione e stabilità.

Sergio Sylvestre

Ron e Fabrizio Moro portano due canzoni romantiche, due mondi di coppia molto simili anche se cantati in maniera diversa. Fabrizio vorrebbe scappare con il suo amore “lontano da questo mondo violento”, Ron si rifugia nella coppia perché “l’ottava meraviglia del mondo siamo io e te”. Per Moro la canzone ha due volti, un buon inizio, un ritornello un po’ troppo carico vocalmente che convince meno. Ron è invece più lineare e di mestiere, creando atmosfere che stanno fra Ranieri e Vecchioni.

Paola Turci invece sorprende per una svolta pop molto ritmata che le si veste addosso in modo piacevole, con questa canzone scritta con Giulia Anania che invita a guardarsi allo specchio e volersi bene per se stessi prima di tutto.

Bene anche Samuel, non tanto quanto con i Subsonica, ma sicuramente in grado di mostrare che se si vuole fare del pop elegante e pieno di ritmo, lui sa come si fa. Un po’ scontata ma comunque accettabile anche Bianca Atzei, che dà buona voce e grinta a un brano minore del Modà Kekko Silvestre, e una ora bionda Chiara Galiazzo, diretta da Mauro Pagani in un brano intimista sull’amore che rende “casa” anche i silenzi.

Meglio di loro Ermal Meta (qui il suo blog su Spettakolo!) che ha una canzone importante e autobiografica sulla violenza familiare, che però avrebbe bisogno di una miglior resa con il suo vortice di parole ed emozioni, e Michele Bravi (qui la nostra intervista) a cui Cheope e Anastasi hanno affidato una bella canzone sugli errori fatti che avrebbe bisogno un peso e una credibilità che è difficile trovare nella sua voce adolescenziale e nella sua giovane età.

Deludenti al primo ascolto dal vivo diverse proposte. Le coppie intanto, Nesli e Alice Paba (qui la nostra intervista) non memorabili nonostante gli abiti eleganti, e Raige e Giulia Luzi (qui la nostra intervista), più convincenti come interpreti ma con una canzone macedonia in cui si spazia dal country blues al rap all’apologia del sesso qui e subito. Poi alcuni giovani come l’ex Dear Jack Alessio Bernabei, con il solito stile molto pieno di ritmo che ti prende come una bevanda piena di bollicine che lascia poi poco sapore in bocca, o Clementino con il suo confuso rap sui ragazzi perduti che non arriva dal vivo nonostente le buone intenzioni, e Lodovica Comello, già star di Violetta, con una splendida voce dotata di eccellente tecnica, che usa in una canzone complessa che però finisce per comunicare troppo poco.

È Meglio Elodie (qui la video intervista) allora, con il supporto di Emma autrice e produttrice, con la sua canzone d’amore ripetuto incessantemente, che rende bene.

Poi ci sono i fuori quota: Zarrillo, che è semplicemente se stesso, cantando passione e tormento, aurora e tramonto in una malinconica canzone sui ricordi d’amore; Gigi D’Alessio, che raccomta di sua madre scomparsa sfoderando il suo spirito melodico che attraversa infiniti universi cari a Baglioni, Murolo e mille altri, in un collage di napoletanità modernizzata; Al Bano, con una romanza veteroitaliana che mescola a modo suo da Puccini a Verdi a Claudio Villa e Mario Del Monaco; e Sylvestre ovviamente (qui la video intervista). L’americano di Puglia, vncitore dell’ultimo Amici e fresco interprete (con Rocco Hunt) di uno dei temi del film Disney Oceania, ha fisico voce e personalità ma una canzone scritta con Giorgia che convince solo in parte. Ma forse al suo pubblico di fan è ciò che interessa meno.

Invece convincono i giovani delle Nuove proposte, che si sono ascoltati nei mesi scorsi e che entreranno in gara da domani. C’è freschezza, divertimento, novità, forse più che in tanti “big” o presunti tali.
È divertente il rock di Braschi (qui la nostra intervista) elegante la proposta di Valeria Farinacci, curiosa la voce roca di Francesco Guasti (qui la nostra intervista) e interessante il pop romantico di Leonardo Lamacchia, firmato da Mauro Lusini (già autore della famosa C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones). Saranno i primi quattro a scontrarsi. Bella lotta anche per i secondi quattro, Lele, con una canzone pop moderna e dal ritmo incalzante, Maldestro, interessante interprete di una canzone d’autore sofferta, Marianne Mirage, casco di capelli ricci, Gibson 335 in mano, interessante interprete di un brano di Kaballà e Bianconi dei Baustelle, e soprattutto Tommaso Pini, vero personaggio dalla voce spinta verso le tonalità alte, che porta in scena un vero piccolo show sulle cose che danno ansia circondato da peronaggi vari, un soldato, un drago alieno, un medico, la morte, una ballerina infermiera, una sposa, che compaiono nella sua canzone.

Ma queste sono sempre e comunque le impressioni dopo le prove. Da stasera si fa sul serio e ognuno si farà la propria idea. Magari votando da casa.

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Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.