Rose Cousins, “Natural Conclusion”, la storia di uno splendido disco uscito nel 2017

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Natural Conclusion
di Rose Cousins

Lei si chiama Rosanne Millicent “Rose”Cousins ed è una cantautrice nata nel 1977 nell’isola Prince Edward in Canada e che ora risiede a Halifax. Nomi epici, col sapore di un libro dell’infanzia e avventure tra i ghiacci. Con la sua musica, fatta di rigore, purezza, che soffia di vento, che soffia di mare del Nord, di panorami fatti di un silenzio lieve, suoni che si incontrano e rombano e tuonano e si calmano, la Cousins fa parte della scena florida  della East Coast Canadese.

Musica.

Musica vera e necessaria.

Sincera.

È il quarto album per la Cousins che qui incontra un altro elemento fondamentale della musica, un produttore come Joe Henry, già di suo straordinario songwriter ma pure splendido produttore che mette al lavoro il suo team, formato dal suo engineer Ryan Freeland. Notevole il lavoro del grande Jay Bellerose alla batteria e il contrabbasso ispiratissimo di David Piltch, collaudatissima sezione ritmica già al lavoro con Bonnie Raitt, Solomon Burke, Allen Toussaint, Billy Bragg e altri). Il disco è stato registrato ai Noble Street Studios a Toronto e, come si suol dire, si sente.

È un disco fatto di luce e suono, un suono trasparente ma profondo, pieno di dinamica, di quegli sbalzi umorali tipici della nostra condizione di esseri umani che camminano sul duro suolo della terra tra speranze, sogni, ambizioni e fallimenti.

Nel disco troverete la voce splendida della Cousins, mai sopra le righe, mai esagerata ma sempre piena di necessità interiore, le sue canzoni e una estetica che profuma di classicità. Nessuna ricerca di voli pindarici alla ricerca dell’estensione, del cosiddetto “bel canto” ma solo quello che ci vuole per mandare brividi e far alzare peli dall’emozione.

Ripetuti ascolti sveleranno di volta in volta l’importanza dei particolari in questo disco, quella cura che vi fa scovare qualcosa di nuovo time after time.

Joe Henry si conferma, laddove ce ne fosse bisogno, un vero talento della produzione.

Perché i dischi sono fatti anche di una visione, di una scelta amici e amiche, di come deve suonare la chitarra acustica e di come la lap steel deve entrare sulla seconda strofa. Tutte le cose che NON si sentono nella musica pseudo pop becera fatta da ignoranti verso una massa che qualcuno gode a mantenere ignorante.

Qualità altissima.

In Donoughmore la Cousins dice : “Everything I feel / Revealed.”

Mi sembra vero.

Giusto.

Bello

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Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road!
Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r’n’r!

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