Lele: Amici, Napoli e Sanremo (intervista)

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Ormai lo sapete tutti: il Festival di Sanremo è iniziato, con tutto l’interesse mediatico che questo comporta. Nella sezione Nuove Proposte, spunta un nome sicuramente noto al pubblico dei talent: parliamo di Lele (all’anagrafe Raffaele Esposito), finalista della scuola di Amici 2016, che questa volta si trova ad affrontare il temuto e amato palco dell’Ariston, sul quale si esibirà questa sera. Nato a Pollena Trocchia (in provincia di Napoli)appena 20 anni fa,  ha studiato al Conservatorio e non ha mai nascosto la sua passione per pianoforte e chitarra. Al Festival presenta il brano Ora mai, scritto da Lele in collaborazione con Rory Di Benedetto e Rosario Canale.

Domanda di rito: cosa ti ha portato a scegliere Ora mai per il palco dell’Ariston?
Perché abbiamo creduto che fin dall’inizio fosse predisposta per un arrangiamento orchestrale. E poi era una tematica espressa nel modo giusto, quindi ci è sembrata subito la canzone giusta.

Infatti hai messo più volte l’accento sulla tua soddisfazione a cantare accompagnato dall’orchestra. 
L’orchestra mi ha un pò cresciuto, poiché sono stato nelle voci bianche del teatro San Carlo, quindi ho avuto modo di conoscere e cantare con l’orchestra, me la porto dentro, ho una predisposizione naturale nei confronti di un arrangiamento orchestrale.

Arrivi a Sanremo dopo un’esperienza totalmente diversa, quella del talent Amici. Cosa ti porti dietro di tutto quello che hai vissuto in quei mesi?
Di Amici mi resta tutto, dal punto di vista personale e artistico, a prescindere da Sanremo. Devo dire che è stata un’esperienza di vita molto formativa sotto tutti i punti di vista.

Anche l’approccio con Emma ed Elisa che ti hanno guidato in questa esperienza è stato molto importante, e hai detto che soprattutto con Elisa ti senti molto vicino, per via del suo utilizzo della lingua inglese. Pensi che un giorno potresti fare la sua stessa scelta?
Non lo so, sinceramente non credo. Però mai dire mai. Non si sa mai come si evolveranno le cose.

Uscirà subito dopo Sanremo il tuo album, Costruire 2.0. Come racconteresti questo tuo lavoro?C’è una caratteristica che predomina di più rispetto alle altre?
Se ti dovessi dire una caratteristica predominante, ti dico il groove. Perché fra tutte le canzoni è il filo conduttore. Costruire 2.0 rappresenta la crescita in questi 10 mesi dal primo disco e sono molto contento delle canzoni.

Fra tutti gli artisti presenti a Sanremo, c’è qualcuno che stimi in modo particolare o con cui vorresti collaborare?
Il carnet di questo Sanremo è veramente di alto profilo, ed in realtà ascoltando tanta musica sono un pò legato a tutti. C’è almeno una canzone di ogni artista in gara che mi ha lasciato qualcosa di importante. Quindi speriamo di collaborare con qualcuno, sarebbe veramente molto bello.

Sei davvero molto giovane ma hai già fatto diverse esperienze. Cosa ti piacerebbe esprimere sul palco?cosa vorresti ti potesse contraddistinguere?
Guarda, io sul palco canto la mia canzone e quello che quella me l’ha fatta scrivere, quindi niente di più, niente di meno. Ogni canzone ha una storia a sé.

Vieni da una regione che musicalmente ha dato tanto. Questo ha influito sulla tua formazione?oppure ti senti abbastanza distaccato?
No assolutamente. Napoli ha influito sotto tutti i punti di vista sulla mia formazione, sia musicale che personale. Quindi mi porto dietro la “parte nera”, il groove.

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Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.