Paola Turci: «Oggi vince la superficialità»

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© Foto: Riccardo Medana

Paola Turci, racconta la sua ennesima rinascita.
“Ho voluto testare i miei limiti e ho messo in scena il monologo teatrale “Mi amerò lo stesso” e fatto incontri che mi hanno dato quel che cercavo, come Giulia Anania, con cui ho scritto la prima canzone che ha indirizzato tutto il lavoro fino a dove sono adesso e da cui è arrivata “Fatti bella per te” che è la continuazione logica di “Mi amerò lo stesso”. È la prima volta che vengo a Sanremo con una canzone così, con tante chitarre, ritmo”.
Il 1. marzo uscirà il suo nuovo album “Il secondo cuore”.
“Il titolo ha un perché. Richiama un titolo di Enzo Avitabile. Quando ha fatto il suo album ho letto dei duetti, della colonna sonora di “Invisibili”, ma quando finalmente l’ho ascoltato, ho sentito che era un grande disco. Allora ho scritto un tweet a Enzo, non avevo nessun numero suo anche se ci conoscevamo da anni. Mi ha cercata ed è nato un lungo rapporto telefonico e poi abbiamo deciso di fare una canzone insieme e mi ha mandato un testo che per me è la perla di questo album. L’ho musicato e deciso di intitolare l’album così. Il secondo cuore è il luogo della purezza, della creatività, di quando finalmente ti senti in sintonia con te stesso”.
Come mai sul palco senza chitarra stavolta?
“La chitarra è stata l’inizio della mia autodeterminazione, quando decisi che nessuno doveva dirmi cosa fare o come vestirmi. Stavolta ho deciso che non ce n’è bisogno, perché l’avrei dovuta suonare per finta, e allora posso farne a meno. Ma l’ho portata! Questa canzone però la canto prima di tutto per me stessa e mi fa sentire più forte”.
A Conti furono presentate due canzoni, ma l’altra si decise che sarebbe stato osare troppo. Perché: “Parla del mio primo incontro con Giulia Anania, ma non posso dire neanche il titolo o si svela tutto. Sarà nel mio disco, e ne ero coì convinta da pensare di portarla a Sanremo. È una canzone che può avere dei limiti in quest’ambito; sarei stata una mosca bianca, una outsider, da eliminare subito. “Fatti bella per te” diciamo che ha caratteristiche per essere suonata con un’orchestra, l’altra era per due strumenti”
Ci saranno collaborazioni nel disco?
“Stiamo aspettando arrivo di Fink, artista inglese per me straordinario, e stiamo aspettando dopo il Festival per suona insieme e veder cosa succede. Mi piacerebbe entrasse in questo disco. Per i resto sono canzoni autorali, scritte con Luca Chiaravalli, Simonetta, Fabio Dell’Acqua, Diego Calvetti, Avitabile e Niccolò Agliardi. Con Chiaravalli è stato un incontro voluto. È amico di Giulia ed è rimasto colpito e spiazzato da questa canzone. È venuto a Roma e siamo andati a registrare. È stato un colpo di fulmine; siamo in piena sintonia e sento che mi ha fatto fare uno step on, un passo avanti. Gli anni da sola con la chitarra mi hanno molto aiutato a capire che io sono questa, mi hanno aiutato a tirar fuori il mio modo vero di cantare, mentre dai dischi usciva una cantante più intima”.
Dici di non voler lanciare messaggi, ma di questi tempi non è comunque un voler dire alle donne di amarsi di più per quello che sono?
“Ho letto tutto fino a ieri, le polemiche, le preoccupazioni, e mi fa sentire come se fossimo sempre più fragili e sempre più dipendenti dal giudizio degli altri, ed è una cosa che ti destabilizza e ti rende vittima. Mi auguro che si anteponga al giudizio degli altri il proprio, e che ti renda una roccia. Oggi la superficialità ha preso il sopravvento e i giudizi superficiali sono molti di più di quelli che nascono da un approfondimento”.
Sei ancora una cantautrice?
“Oggi è una definizione superata. Credo che oggi ci siano delle nuove cantanti e autrici, ma i talent tirano fuori solo interpreti, voci sempre più particolari che poi vengono imitate. Ma ci sono molte nuove cantanti donne in giro”.

Giò Alajmo

9 febbraio 2017

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Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.