Ecco perché stasera canto “Amara terra mia” di Modugno

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Scusate se ritorno sull’argomento, ma qui la media delle ore dedicate al sonno cala giorno dopo giorno. Anche stanotte ho dormito poche ore. Ieri sera ho fatto le ore piccole perché mi sono voluto sfogare improvvisando un mini concerto al Forte Santa Tecla. Sono cose che fanno bene al cuore. Perché altrimenti lo spazio dedicato alla musica suonata e cantata si riduce ai tre minuti e mezzo della tua esibizione. Tutto il resto della giornata va via tra interviste, ospitate televisive e radiofoniche, tempo dedicato ai social, selfie con i fan, un boccone mangiato in fretta.
Oggi comunque è arrivata una bellissima notizia: intorno alle 12,30 Vietato morire era al primo posto nella classifica dell’airplay radiofonico. Vuol dire che piace, e questo mi riempie di soddisfazione.

 

Un’altra grande soddisfazione me l’ha regalata Maria De Filippi, che dietro le quinte mi ha fatto i complimenti.
Ma veniamo all’esibizione di questa sera. Come sapete è la serata dedicata alla cover, ed io ho scelto un pezzo che per me ha un significato molto particolare. Amara terra mia di Domenico Modugno. Non ricordo quando è stata la prima volta che ho ascoltato questa canzone, ma ricordo lucidamente che mi regalò immediatamente un’emozione fortissima. Forse non è tra i brani più noti di Modugno, ma a mio avviso è uno dei più belli in assoluto.
L’ho scelta perché parla di distacco, di lontananza, racconta la sofferenza di chi è stato costretto ad andare via e celebra la voglia di tornare. È un sentimento molto simile all’amore, quando si verifica un distacco dalla propria amata.
Ma c’è di più. In un periodo di ostentata solidarietà, il mio è stato un gesto sentito, nato in modo molto naturale. Ogni volta che la canto non posso fare a meno di pensare a tutte quelle persone che hanno subito immensi disagi a causa del terremoto e dei guai causati dal maltempo. Se ci pensate, anche loro hanno dovuto subire una forma di emigrazione forzata, magari a soli cento chilometri dalla loro abitazione abituale, ma comunque con tutti i disagi che comporta un fatto del genere. Insomma, cantando Amara terra mia vorrei omaggiare quelle decine di migliaia di persone che in pochi secondi si sono visti crollare il mondo attorno. Purtroppo in senso letterale.
Alla versione che proporrò questa sera ho aggiunto una parte nel finale, ma non aggiungo altro perché non voglio rovinarvi la sorpresa. Dico soltanto che è una specie di duetto immaginario, uno sfogo emotivo.
Prima di chiudere, vi ricordo che domani esce il mio album. S’intitola come la canzone di Sanremo, Vietato morire, e in pratica è un doppio, perché ho deciso di regalare a chi lo comprerà anche l’album dell’anno scorso, Umano.
Grazie per l’affetto che continuate a dimostrarmi e… che il lupo corra con me.

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Nato in Albania, ma residente in Italia da quando aveva 13 anni, è al suo quarto Sanremo: nel 2006 partecipò con gli Ameba 4, nel 2010 con La Fame di Camilla, nel 2016 come solista tra le nuove proposte. Quest’anno è in gara tra i big con “Vietato morire”, brano che affronta un tema molto impegnativo come la violenza sulle donne. Oltre che per se stesso, ha scritto decine di canzoni per Patty Pravo, Marco Mengoni, Chiara, Francesco Renga, Emma, Annalisa, Francesca Michielin e altri.

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