Sanremo 2017. Il premio delle cover? Una graditissima sorpresa 

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Ieri sera prima che me lo comunicassero ufficialmente sul palco, nessuno ma ha detto che avevo vinto il premio delle cover. Semmai lo avevo intuito pochi minuti prima quando qualcuno mi ha preso per un braccio portandomi via. Ero nella green room assieme a tutti gli altri in attesa che diffondessero i risultati. E quando ho realizzato che il vincitore ero proprio io ho provato un’immensa felicità.

Sì, ero molto soddisfatto della mia esibizione, ma io non mi aspetto mai niente. E poi c’erano state altre bellissime interpretazioni. Masini per esempio mi è piaciuto molto. E mi sono piaciute moltissimo Fiorella Mannoia e Paola Turci. Se il trofeo fosse andato a uno di loro non avrei avuto niente da ridire. Invece stanotte quel trofeo a forma di nota musicale ha dormito in camera mia, e chiaramente la cosa mi ha riempito di gioia.

Ora tutti mi chiedono cosa mi aspetto per le prossime tappe. Io amo tenere sempre i piedi bene saldi per terra, quindi vado avanti per obiettivi. Quello più immediato è passare il turno stasera, perché lo sapete vero che ne eliminano altri quattro e che alla finale di sabato ne accedono solo sedici? Insomma, affronto il tutto con una mentalità un po’ calcistica e dico che la partita non è finita fino a quando l’arbitro non fischia la fine.
Ormai non so più nemmeno che giorno e che ora è. Giro come una trottola, ogni tanto mangio un boccone in fretta. A sostenermi è l’adrenalina, che è tanta. Purtroppo, a parte qualche saluto veloce, non c’è proprio tempo per cazzeggiare con le tante persone che conosco. Con molti di loro in passato ho collaborato artisticamente: ho scritto canzoni interpretate da ben sei cantanti in gara. Ma avremo tempo per risentirci una volta passata questa buriana.

Ogni tanto mi domandano cosa faccio l’attimo prima di salire sul palco. Non ho nessun rito scaramantico. Semplicemente bevo un sorso d’acqua. Mi aiuta a stemperare la tensione.

Chiudo ricordandovi che da oggi è disponibile il mio album. S’intitola come la canzone di Sanremo, Vietato morire, e in pratica è un doppio, perché ho deciso di regalare a chi lo comprerà anche l’album dell’anno scorso, Umano. Questa mattina mi hanno scritto alcuni fan dicendomi che non lo trovavano nei negozi di Sanremo. Spero sia un buon segnale, che le copie distribuite abbiano già preso il volo. Del resto in radio la canzone continua ad andare bene, questo mi riempie di gioia.
Grazie per l’affetto che continuate a dimostrarmi e… che il lupo corra con me.

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Ermal Meta
Nato in Albania, ma residente in Italia da quando aveva 13 anni, è al suo quarto Sanremo: nel 2006 partecipò con gli Ameba 4, nel 2010 con La Fame di Camilla, nel 2016 come solista tra le nuove proposte. Quest'anno è in gara tra i big con "Vietato morire", brano che affronta un tema molto impegnativo come la violenza sulle donne. Oltre che per se stesso, ha scritto decine di canzoni per Patty Pravo, Marco Mengoni, Chiara, Francesco Renga, Emma, Annalisa, Francesca Michielin e altri.