Un re allo sbando. In un continente alla deriva

Come Nicola III del Belgio rimase senza trono e senza mezzi di trasporto ai bordi dell'Europa

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Un re allo sbando
di Peter Brosens, Jessica Woodworth
con Peter Van den Begin, Bruno Georis, Lucie Debay, Titus De Voogdt
Voto 7 meno

Nicola III, dinoccolato re dei belgi, soprannominato “Nicola il silenzioso”, in visita ufficiale a Istanbul viene a sapere che i Valloni si sono dichiarati indipendenti. Mentre cerca imbarazzato di rientrare a Bruxelles con alcuni funzionari reali una tempesta solare rende impraticabili gli aerei. Quindi la piccola corte si mette in viaggio attraverso i Balcani, incrocia popoli e usi diversi, persino un signore della guerra dell’ex Jugoslavia, e approda serenamente dopo un giretto nell’Adriatico a un porto albanese credendo che sia l’Italia. Il tono di questa garbata commedia on-the-road che si finge documentaristica (ed è opera di due documentaristi) e dove in apparenza non avviene nulla (o viene rappresentato il nulla che ci circonda) se non una lenta attesa buffa e un po’ inquietante, si potrebbe definire “surrealismo stuporoso”: in fondo affronta temi molto già visti come il senso della vita percepito attraverso gli occhi di un monarca (stanco, forse costituzionalmente depresso) di un paese che, nella realtà, per 541 giorni non ha espresso una forma di governo. Il cinema belga ogni tanto fa capolino con questi exploit tra il feroce e il malinconico/comico (o malincomico) che sembrano apparentati a certa pittura. Ad alcuni può suscitare impazienza, ad altri pensieri correlati alla malinconia del monarca che vorrebbe riprendersi una vita normale (mica solo i Valloni sono stufi). Film passato a Venezia, da usare per sedute di meditazione sull’Europa.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori