Il lupo continuerà a correre anche dopo Sanremo

790
0

Siamo arrivati quasi alla fine. Altra giornata frenetica. Interviste, foto, videosaluti. Poi altre dirette telefoniche, videointerviste, selfie… Oggi indosso un paio di occhiali neri, non certo per fare la star, ma perché le occhiaie cominciano ad essere profonde.

Ieri sera ho atteso l’arrivo dei risultati in modo assolutamente rilassato, facendo la cosa che mi piace di più: suonare dal vivo. Infatti mi hanno proposto di esibirmi sul palco di Casa Sanremo e naturalmente ho accettato. Dipendesse da me, passerei la vita su un palco: cantare guardando in faccia la gente è bellissimo. Dico sempre che mi piacerebbe poter registrare in una sala enorme, con il pubblico di fronte. Una volta ho letto un’intervista di Slash dove raccontava che le sue parti chitarristiche le ha sempre registrate davanti a grandi fiche. Dice che gli davano la carica giusta. Non faccio fatica a crederci!

Una delle canzoni che faccio spesso in concerto è Hallelujah di Leonard Cohen. È un bel pezzo da cantare. Rappresenta la nostalgia impolverata. Per me nostalgia e malinconia sono sensazioni stupende. La tristezza, semmai, è brutta. La malinconia invece l’associo all’autunno, che è la stagione che amo di più.

A proposito di malinconia, l’altra sera quando ho cantato la parte in falsetto di Amara terra mia ho immaginato che entrasse in scena una donna, che poi è la stessa cantata da Toto Cutugno in L’italiano: «Buongiorno Italia, buongiorno Maria, con gli occhi pieni di malinconia». Per me è un verso memorabile, così come è fantastica quella canzone. Io credo che, parlando di musica popolare, l’Italia ha una grandissima tradizione, che purtroppo sta buttando via: una volta tutto il mondo guardava con grande ammirazione alla nostra melodia. Ora invece quasi ce ne vergogniamo, e questo è sbagliato. Personaggi come Modugno, Celentano, lo stesso Cutugno dovremmo metterli su un piedistallo.
L’italiano è una lingua fantastica, ogni singola parola ha una musicalità straordinaria. Pensa a “meraviglioso”: questa parola ha già la melodia incorporata, tu la canti e ti viene naturale aprire le braccia, proprio come faceva Modugno…

Ora che siamo giunti quasi alla fine di questo Sanremo, posso dire che il bilancio è comunque molto positivo. Mi pare di aver raggiunto il mio obiettivo, cioè regalare qualche emozione. Più che arrivare alle orecchie, quello che interessa davvero è colpire allo stomaco. E da quello che mi dicono le persone con cui parlo mi pare di aver centrato il bersaglio.

Per ringraziare le molte persone che mi hanno sostenuto, da lunedì inizio un instore tour, così avremo la possibilità di parlare e guardarci in faccia. Poi dal 7 maggio parte il tour. Prima tappa all’Alcatraz di Milano. Ho una band della madonna e sono felicissimo di suonare con amici, che sono anche musicisti fantastici. Ho in testa molte idee e sto focalizzando il tutto. Sono sicuro che mi divertirò un casino.

In attesa di poterci incontrare, vi ricordo che ieri è uscito il mio nuovo album. Le prime reazioni mi sembrano più che positive e questo chiaramente mi riempie di gioia. Grazie per l’affetto che continuate a dimostrarmi e… che il lupo corra con me.

CONDIVIDI
Nato in Albania, ma residente in Italia da quando aveva 13 anni, è al suo quarto Sanremo: nel 2006 partecipò con gli Ameba 4, nel 2010 con La Fame di Camilla, nel 2016 come solista tra le nuove proposte. Quest'anno è in gara tra i big con "Vietato morire", brano che affronta un tema molto impegnativo come la violenza sulle donne. Oltre che per se stesso, ha scritto decine di canzoni per Patty Pravo, Marco Mengoni, Chiara, Francesco Renga, Emma, Annalisa, Francesca Michielin e altri.