Francesco Gabbani: «La scimmia nuda è dentro tutti noi»

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Francesco Gabbani fa doppietta e per il secondo anno trionfa al festival di Sanremo, questa volta nella categoria Big. La sua Occidentali’s Karma è già amatissima ma lui ancora stenta a credere alla vittoria. Prima della consegna del premio si inginocchia a Fiorella Mannoia e poi scoppia in lacrime, ma l’obiettivo chiaro in testa c’è: Eurofestival.

«La mia reazione nei confronti di Fiorella è stato doverosa e spontaneo, condividere il palco con artisti del suo calibro per me era già un trionfo. Non me l’aspettavo, ma ci speravo. E’ stato un anno emozionante, pieno di soddisfazioni, mi auguro di poter continuare a fare musica con semplicità, come ho sempre fatto. Spero mi potranno seguire sempre più persone e affezionarsi a me. Dedico la vittoria alle persone che mi permettono di essere artista», spiega Gabbani a notte fonda durante la conferenza stampa.

C’è stato un momento in cui hai pensato di poter vincere?
Mi ha fatto piacere vedere dopo la prima esibizione il riscontro positivo che ha accolto la canzone. Il momento più emozionante del festival è forse quello che ho vissuto poco fa. (La proclamazione della vittoria, ndr)

Tradurresti il testo di Occidentali’s Karma in inglese per l’Eurovision?
Dovrei ragionarci. La canzone ha indipendentemente dal testo un appeal giusto dal punto di vista melodico. Credo che la sua potenzialità sia anche attribuibile alla melodia. Il testo è un insieme di figure provocanti che spero possano far riflettere su noi stessi. Questa critica parte da me, sono io la cavia. Il testo nasce un processo di comprensione di me stesso, prende in giro il tentativo di noi occidentali di avvicinarsi alle culture orientali per trovare un po’ di serenità interiore, ma con scarsissimi risultati. la scimmi è una citazione del libro  di Morris, dietro ogni tentativo di acculturarci c’è sempre il nostro impulso di animali.

Qualcosa del pensiero orientale ti ha cambiato la vita?
Non pratico nessuna cosa specifica, da qualche anno ho deciso di informarmi e di iniziare a capire qualcosa di come ragionano i signori che stanno dall’altra parte del pianeta. E’ veramente difficile praticare in maniera genuina qualsiasi tipo di loro disciplina, rapportata al nostro tipo di quotidianità.

Spazio anche alla seconda e al terzo classificato

Fiorella Mannoia: «Sono venuta con lo stesso spirito di trent’anni fa. Non ho mai avuto l’intento di vincere, o meglio, come dice Francesco, in un angolino di cuore ci speri perché è una gara. Spero che anche questa canzone, come le mie passate degli altri festival, possano restare nella storia della musica».

Ermal Meta: «Sono molto felice, non me l’aspettavo, né il podio né il premio della critica. Quando si tratta di musica non ho mai aspettative, il mio intento è quello di dare non di prendere qualcosa. Ho voluto dare energie positive che mi sono tornate indietro moltiplicate. Trovarmi accanto a Fiorella Mannoia sul podio mi fa specie, lei è un pezzo importante di storia della musica italiana, non posso che provare una grande gioia ed essere grato al festival. Dedico il podio alla persona che mi ha insegnato a disobbedire: mia madre». Racconta Meta, e a chi gli parla di nuovo cantautorato italiano risponde così: «Vengono sempre premiate le canzoni, il pubblico o la giuria di qualità hanno ritenuto più valide queste canzoni rispetto ad altre. Non posso che esserne felice. Non è in atto una rottamazione del festival, è solo questione di canzoni».

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Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.