Secondary Ticketing: parla il Presidente di Assomusica

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Si è conclusa con l’intervento del Presidente di Assomusica Vincenzo Spera, la serie di audizioni di fronte alla Commissione Cultura della Camera, per l’indagine conoscitiva sul caso secondary ticketing.

Il suo commento, a margine dell’intervento è il seguente: «Finalmente l’Italia fa qualcosa contro il secondari ticketing. Di questo dobbiamo essere orgogliosi noi che l’abbiamo sollecitato, ma anche i parlamentari che prestano molta attenzione a questo lavoro e che l’hanno poi reso possibile. Stiamo parlando di un settore che non ha regole e leggi che lo concepiscono».

Va detto che l’Italia è stata una delle prime nazioni ad aver cercato di far passare una legge per regolamentare la questione. Ma il problema è molto più ampio e non può essere affrontato e risolto da un singolo Paese.

Una delle possibili soluzione sembrava potesse essere il biglietto nominativo, ma, secondo Spera «comporterebbe problemi abbastanza grandi, anche tecnici ed economici. Una delle esperienze fallimentari – ha specificato -­‐‑ è stata sperimentata alla Scala, dove si è tentato di utilizzare il biglietto nominativo, e stiamo parlando di una realtà che contiene un pubblico limitato. Non ha avuto riscontro e la cosa è stata abolita».

C’è qualche punto, ha aggiunto Spera, che è già emerso nelle proposte di legge e nelle indagini già svolte in altre nazioni: «C’è una guerra totale ai bots in alcuni casi anche con azioni penali». Controlli che ad esempio, in occasione dei concerti degli U2 a Roma, hanno portato all’immissione sul mercato di nuove quantità di biglietti.

«In questi ultimi anni Assomusica si è occupata del problema ma non ha trovato riscontro negli organi di controllo. Abbiamo coinvolto i parlamentari sul tema, da ciò è sfociato un primo emendamento presentato a ottobre sul Decreto Fiscale, che al momento non passò». L’emendamento ripreso, riadattato e passato all’interno della Finanziaria ha poi «portato l’Italia all’attenzione di tutti i Paesi. Di questo dobbiamo essere orgogliosi».

Noi, come sempre, continueremo a monitorare la situazione fornendo tutti gli aggiornamenti del caso.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.