Strawberry Fields Forever e Penny Lane: 50 anni di Beatles

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Negli Stati Uniti il 13 febbraio del 1967 usciva nei negozi il singolo Strawberry fields forever dei Beatles: con Penny Lane al lato B, i Fab Four offrivano una coppia di brani insuperabili che, come accade con tutto ciò che li riguarda, rimarranno stampati nella memoria collettiva fino ai giorni nostri.

Per ripercorrere la storia di questi celebri pezzi, attiviamo la macchina del tempo. Londra 1966.

Dopo la decisione di abbandonare la scena live, i Beatles dedicano anima e corpo alla composizione negli studi di Abbey Road: hanno strumenti e apparecchiature che consentono loro di sperimentare una vastissima gamma di suoni. Per la prima volta una band non deve prenotare gli studi di registrazione: loro sono i Beatles e gli studios sono la loro officina a tutti gli effetti.
È novembre quando il gruppo entra in studio: John Lennon fa ascoltare al produttore George Martin un brano che aveva scritto mentre si trovava in Spagna per le riprese del film How I Won the War. «Quando ho sentito per la prima volta Strawberry fields forever sono rimasto a bocca aperta» ricorda Martin.

Il titolo si ispira alla Strawberry Field Community Home, un edificio di Woolton, Liverpool, risalente a epoca vittoriana, che nel 1936 l’Esercito della Salvezza aveva trasformato in un orfanotrofio: John era solito da bambino passarvi davanti con la bicicletta. L’edificio era protetto da un muro che John scavalcava con gli amici dell’infanzia e quel giardino rappresentava per lui un rifugio segreto separato dal mondo esterno.

Ma torniamo alla canzone: nella sua fase embrionale, appariva alquanto semplice, lieve e delicata. Se John aveva pensato di aprirla direttamente con la prima strofa, «Living is easy with eyes closed», Martin decise di aprirla col ritornello «Let me take you down». Paul McCartney aggiunse il suono del mellotron, che vuole ricordare un vecchio organo di chiesa. Ma non è tutto: ovviamente Martin non era del tutto soddisfatto dal brano, e scrisse una partitura orchestrale per violoncello e ottoni, mentre George Harrison vi aggiunse il contributo di un nuovo strumento che aveva imparato da Ravi Shankar, lo swarmandel, o cetra indiana. Il risultato fu eccezionale, anche se Lennon avrebbe preferito la prima versione più semplice e pura.

Nel frattempo anche Paul era al lavoro su un brano che rievocava la Liverpool della sua infanzia. E i suoi ricordi avevano in comune una nota strada della città, Penny Lane, con i suoi negozi ed edifici, luogo in cui era solito aspettare il pullman o il tram. Penny Lane è un racconto, una fiaba in miniatura ricca di dettagli particolari, come il «barbiere con le foto in vetrina» o il «rifugio in mezzo alla rotonda» (a quanto pare questi luoghi erano vivi nella memoria di Lennon più che di McCartney).

Penny Lane venne registrata tra il dicembre del 1966 e il gennaio del 1967. Il filmato promozionale invece non fu girato in quella strada, visto che i Beatles erano restii a girare per Liverpool: vennero scelte le strade presso Angel Lane nella zona est di Londra.
I due brani, sebbene registrati durante le session di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, saranno pubblicati in Magical Mystery Tour nel novembre del 1967.
I singoli invece vennero pubblicati come un singolo con due lati A, il 13 febbraio negli Stati Uniti e il 17 febbraio in Gran Bretagna. Nonostante stiamo parlando di due brani di ottima fattura, Strawberry Fields Forever/Penny Lane fu il primo singolo dei Beatles a non raggiungere il 1° posto delle classifiche inglesi fin dai tempi di Love me do, fermandosi al secondo posto.

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.