Meizu M5. Tanto con poco.

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Se fanno fatica a trovare lavoro, i millennials hanno solo l’imbarazzo della scelta nel dotarsi di uno smartphone all’altezza delle loro esigenze e degli scarsi mezzi economici. Si allarga infatti sempre più l’offerta di device pensati per loro: attraenti, ben fatti, performanti, dotati di ampia memoria e soprattutto dal prezzo accessibile. Dopo Honor 6x (famiglia Huawei) che vi abbiamo già presentato su Spettakolo, arriva, grazie a Concorde, Meizu M5 proposto con 32 GB di memoria a 189,99 euro. Meizu M5 è il primo dispositivo di casa Meizu ad integrare anche la banda 20 (MHz), completando così il supporto di tutte le frequenze. I punti di forza sono il sensore mTouch che, posizionato sullo schermo da 5,2”, permette una gestione rapida e intuitiva delle applicazioni e – grazie alla tecnologia di riconoscimento delle impronte digitali (Fingerprint) – garantisce un accesso sicuro al proprio device senza bisogno di password.
L’ottimizzazione del consumo, gestita dal sistema operativo proprietario Flyme, assicura una lunga durata della batteria in dotazione(da 3070mAh), mentre agli amanti della fotografia il nuovo M5 garantisce scatti perfetti e nitidi anche in condizioni di scarsa luminosità grazie alle prestazioni di una fotocamera posteriore da 13 megapixel dotata di un diaframma da ƒ/2.2 e di autofocus. Per i selfie, si può contare invece su una fotocamera frontale da 5 megapixel. Grazie ai suoi 3GB di RAM e una capacità di archiviazione interna di 32 GB, M5 fornisce spazio e memoria in abbondanza per qualsiasi necessità, gestite dal processore Octa-core da 64 bit. Il nuovo Meizu è attualmente disponibile nelle versioni blue, gold e black.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  – novità tecnologiche – e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.

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