Intervista a Emanuele Fasano, il pianista scoperto in una stazione

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A volte basta perdere un treno per prenderne un altro. È la rocambolesca storia di Emanuele Fasano, pianista di Albenga pronto a trasferirsi a Londra come commesso perché la musica non dava le giuste sicurezza economiche. Poi succede che il talento trova l’occasione. Emanuele perde un treno alla stazione centrale di Milano e si consola suonando il piano. Attira l’attenzione di tanta gente, una in particolare: Alberto Simone, un regista italiano. Lo riprende e il video diventa subito virale: 3 milioni di visualizzazioni che frutteranno un contratto in Sugar con Caterina Caselli. Il progetto di Emanuele Fasano piace e il disco appena pubblicato è già in top 10 su Itunes.

La tua storia è una storia che testimonia come sia importante trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
Con la persona giusta, direi anche. La presenza di Alberto Simone è stata determinante nel divulgare il video.

Dopo quanto l’hai saputo?
Io l’ho saputo dopo due giorni. Non me lo sarei mai aspettato. Ero andato a Roma da mio padre per Natale e quello è stato il mio vero regalo di Natale.

E poi?
Mio padre (Franco Fasano, cantautore n.d.r) si entusiasma alla cosa e riesce a entrarci in contatto.

Poi arriva Caterina Caselli.
Caterina era un’amica di un’amica di famiglia. Ci mettiamo in contatto tutti quanti insieme e riusciamo a fissare un incontro in Sugar i primi di gennaio del 2016. È stato amore a prima vista e dopo i primi tre mesi di collaborazione abbiamo firmato un contratto.

Il mondo della musica era già il tuo lavoro o solo un passatempo che poi si è ingigantito?
Era già il mio lavoro, suonavo in locali e in hotel. Però non mi portava uno stipendio fisso e quindi stavo per lasciare l’Italia e andare a Londra come commesso per guadagnare.

Il tuo disco è già in top ten su Itunes. Hai composto tutto dopo quell’incontro in Sugar o già avevi materiale?
Metà le avevo già composte e altre metà le ho fatte nel percorso. Credimi, non mento se ti dico che ho almeno cento canzoni nel cassetto. Ma stiamo cercando di fare cose omogenee.

E poi, boom: il festival di Sanremo.
L’esperienza al Festival è stata sicuramente un esame di maturità. Mi ha fatto crescere molto a livello emotivo davanti a un grande pubblico. Ho azzerato il cervello e ho pensato solo a suonare. Finito di suonare ho pianto quindici minuti per sfogarmi.

A proposito di esibizioni dal vivo: dove ti vedremo?
Prima pubblicizzeremo il cd e poi speriamo di partire con un tour nei teatri. È dove spero di suonare. In uno spettacolo dal vivo penso di poter dialogare meglio con il pubblico e penso che il teatro sia l’habitat ideale per me.

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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell'anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.