Il Pan del Diavolo è tornato. La nostra intervista ad Alessandro Alosi

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Tre anni di silenzio discografico, ma non certo di pausa: Il Pan del Diavolo (che è sempre avvelenato…) torna in grande stile con Supereroi, disco che, se da una parte smorza i toni incazzati che ne avevano caratterizzato la prima produzione, dall’altro non snatura l’anima della band ma, quasi, la esaspera. Maturazione, nuove consapevolezze e qualche collaborazione importante: su tutte, quella con Piero Pelù, coproduttore dell’album.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Alosi, voce del duo. Ecco la nostra intervista.

Supereroi arriva dopo una pausa discografica piuttosto lunga, durante la quale avete comunque continuato a suonare dal vivo. Cos’è successo in questi 3 anni?
In realtà non è stata una vera e propria pausa, perché appunto abbiamo continuato a suonare dal vivo e a registrare molte demo per i pezzi nuovi. Per gli 11 che sono entrati nell’album ce ne sono un’altra decina a cui avevamo lavorato, che abbiamo portato quasi alla fine ma che poi abbiamo deciso di non pubblicare. Abbiamo selezionato solo le canzoni che rispecchiassero al meglio le nostre intenzioni per questo disco, quindi da una parte i testi e dall’altra i riff di chitarra.

L’impressione è quella di trovarsi di fronte a un lavoro molto più curato rispetto ai precedenti dal punto di vista del suono: c’è dietro una scelta particolare o è frutto di un’evitabile maturazione artistica?
Per questo album abbiamo lavorato insieme a Piero Pelù, che ovviamente è un ottimo cantante, e questo ha aiutato molto anche la mia maturazione vocale. Poi chiaramente lui si è occupato anche di altro, però anche da quel punto di vista ha dato il suo contributo.

Com’è nata e come si è sviluppata questa collaborazione?

È nata da un’amicizia, perché con Piero ci conoscevamo da anni e lui è sempre stato interessato alla nostra musica. Così un giorno ci siamo messi ad ascoltare le demo per questo disco e lui ha iniziato a darci una serie di consigli che effettivamente si sono rivelati molto efficaci. Già in passato lui aveva espresso, così come noi, la volontà di collaborare insieme, e così abbiamo deciso di dividerci il lavoro e coprodurre i pezzi.

Com’è andata invece con i Tre Allegri Ragazzi Morti, Umberto Maria Giardini e Vincenzo Vasi?
Con loro abbiamo sempre collaborato in qualche modo. I Tre Allegri Ragazzi Morti sono i fondatori della nostra etichetta, Tempesta; Umberto Maria Giardini, quando era conosciuto con il nome di Moltheni, ci ha fatto aprire diversi suoi concerti e ha suonato la batteria con noi; infine, Vincenzo Vasi è la spalla di Vinicio Capossela ed è il nostro mito da sempre.

Tornando al disco in generale, parafrasando il titolo, chi sono per voi i “Supereroi”?
Da una parte, tutti gli artisti che hanno messo la loro esperienza nell’album, che hanno lavorato al nostro “super potere” che è la musica. Dall’altra, c’è un’invocazione aperta a tutti coloro che abbiano voglia di ascoltare dentro di sé qualcosa di speciale, un “lampo nel buio”, come cantiamo nel pezzo.

Se dovessi invogliare una persona che non vi conosce ad ascoltare il vostro disco, quale traccia gli faresti ascoltare?
È difficile riassumere tutto l’album in un’unica canzone, perché ci sono svariati aspetti: le ballad e i pezzi più aggressivi. Però Tornare da te potrebbe essere la giusta soluzione a metà tra le due strade.

L’impressione, leggendo i vostri testi, è che siano quasi dei “flussi di coscienza”. Come nasce una vostra canzone dal punto di vista testuale?
Dipende: alcune storie sono legate a dei particolari eventi o comunque a uno storytelling, a una trama. In generale, ci sono dei cenni biografici e poi ci sono degli “artifici letterari”, dei “trucchi” che fanno funzionare il tutto.

Qualche anticipazione sul tour?
Il tour, che partirà il 20 febbraio dalla Feltrinelli di Milano, vedrà il duo in purezza: abbiamo affinato e potenziato i nostri suoni per questi nuovi live.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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