Intervista a Paolo Suriano, autore del romanzo “Volevo diventare Supereroe”

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Abbiamo incontrato Paolo Suriano, autore del romanzo Volevo diventare Supereroe, al suo esordio come scrittore.
Ecco la nostra intervista.

Paolo, siamo curiosi: come mai hai deciso di scrivere un romanzo? Cosa è scattato in te, che eri un fotografo, a spingerti nel cimentarti come autore?
Intanto un caro saluto ed un ringraziamento a Spettakolo! e ai suoi tantissimi lettori. Ho iniziato nel 1980 come fotografo professionista nell’agenzia del quotidiano La Repubblica. Dopo dieci anni ho fatto nascere Photonline, la prima agenzia foto giornalistica digitale con fotoservizi fruibili dal proprio sito web. Era nata già da allora la passione per la scrittura, ma la fotografia era la mia vita. Poi c’è stato un brutto episodio di salute, che ha cambiato per me drasticamente le cose. Ho passato due anni difficilissimi e prima di ritornare completamente sicuro del mio corpo e della mia mente ne sono passati altri; per sicuro intendo non essere dominato dagli attacchi di panico e non poter nemmeno uscire di casa. Questo è stato il motivo per cui ho iniziato a scrivere. Coltivavo dentro di me la necessità di raccontare qualcosa d’importante da tempo, che avesse relazioni con la purezza dell’infanzia e con i fumetti. È nata la favola di un uomo che si batte fino alla fine, per l’amore, l’amicizia per rimanere vivo, per sognare di essere ancora quell’eroe che voleva diventare da piccolo. Questo è Volevo diventare Supereroe.

Quanto tempo hai impiegato per scriverlo?
Considerando anche le pause pre e post editing, circa quattro anni. Il primo libro è spinoso. Un cuci e ricuci continuo e oggi dopo averlo pubblicato, sento che non lo ho terminato del tutto, potrebbe addirittura esserci un seguito. Posso dirti che il finale l’ho scritto prima di quello che è ora l’inizio. Un romanzo non è mai concluso pienamente, ma non lo dico io è ciò che sostengono noti padri e madri della sceneggiatura americana, potrei citare Dara Marks. Se posso dare un consiglio per faticare meno a chi vuole iniziare posso dire che è necessario conferire ai personaggi la quadridimensionalità, far venire fuori subito i loro sentimenti, il loro carattere collocandoli in contesti identificabili, veri, strutturati. Farli cambiare, evolvere. Poi sarà il lettore a viaggiare nel proprio sogno evocato durante la lettura riadattandoli ai propri modelli di pensiero, di vita vissuta, immaginandoli così come il loro astratto vuole.

Foto @PaoloSuriano

Ci sono autori che ti hanno ispirato nello scrivere il romanzo ?
Sono  innamorato della letteratura inglese, anche contemporanea. Anche quella francese. Ho affrontato letture impegnate, scoprendo Marcel Proust e il suo ‘tempo perduto’, forse in ritardo rispetto alla media. Amo gli scrittori americani come Paul Auster, Jonathan Franzen, anche la bravissima inglese Joyo Moyes e molti altri. Leggo dai romanzi rosa ai gialli, vi consiglio “La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker. Leggo narrativa più che altro, storie di vita. Ma se dovessi sceglierne solo uno, direi Garth Stein, l’autore del best seller “L’arte di correre sotto la pioggia”. Da un altro suo romanzo “Una luce improvvisa” ho estratto oltre alle emozioni per quella lettura, ispirazioni dalle sue ambientazioni. Studio libri che parlano di sceneggiatura di come gestire il plot (la trama), l’arco di evoluzione del personaggio, l’intreccio, ovvero come frazionare l’ordine cronologico degli eventi. Ho amato Harry Potter.

Se volessi descrivere il senso e il messaggio che intendi trasmettere con Volevo diventare supereroe,  in sintesi cosa ci diresti? Qual è il personaggio, o i personaggi, che hai amato di più?
Il libro è un inno all’amicizia. La battaglia contro la solitudine. Il credere ancora nella purezza infantile, adolescenziale. L’impatto con la cruda realtà. Esiste anche e soprattutto la felicità in questo romanzo: quella che inseguiamo sempre noi tutti e questa storia è parallela alle storie vissute dal lettore. I personaggi che ho amato di più?  I nonni, sicuramente. Hanno avuto ruoli importanti,rassicuranti. Sono stati delle guide, come Norberto l’amico più caro, anche.  Certamente Stefano il protagonista e voce narrante che è quel supereroe che noi tutti vorremmo diventare, con poteri immaginati, che vive riflesso, ancora in Teo l’altro protagonista bambino.

Visto il successo di questo tuo esordio e le recensioni positive che stai collezionando, puoi dirci se hai altri progetti in cantiere?
Sì, certo. Ti posso già dare un titolo che assomiglierà molto a: Un angelo a quattro zampe o  Il viaggio di Astrodog”.  Avendo sofferto moltissimo per il distacco dal mio cane ho pensato di mettere in prosa questo episodio della mia vita; nella speranza che tutti coloro che hanno perso i loro amici a quattro zampe, possano sentirsi rassicurati e coccolati dal mio romanzo.

Volevo diventare Supereroe è stato pubblicato il 7 dicembre 2016 su Amazon.it.

Foto di @PaoloSuriano