Roma, febbraio 1994. Gli ultimi giorni dei Nirvana

2478
0

Due giorni fa vi abbiamo parlato ampiamente di Kurt Cobain, a 50 anni dalla sua nascita. Ora torniamo sui Nirvana e sulla band di Seattle, per raccontarvi gli ultimi concerti della storica band, che coincisero proprio con il nostro paese.
Accendiamo la macchina nel tempo. Torniamo indietro di 23 anni, al 22 febbraio del 1994. Destinazione Roma, Via Appia, Palaghiaccio di Marino. Sul palco, dopo i Melvins, sono attesi i Nirvana, arrivati in Italia il giorno prima in occasione del concerto di Modena.

La band è all’apice del successo: hanno pubblicato tre album e sono entrati di diritto nella storia del Rock portandosi dietro l’etichetta di capostipiti del genere Grunge. Al timone della band un Kurt Cobain, angelo biondo, simbolo di una generazione incazzata e rabbiosa.
Non è la prima volta che la band di Seattle arriva nella capitale: si tratta infatti del terzo concerto romano per i Nirvana, dopo il primo del 1989 al Piper Club quand’erano ancora dei ragazzi americani in cerca di gloria, pur con un Cobain già in preda a gravi squilibri (con tanto di tentativi di suicidio durante il concerto) e che minacciava di porre fine alla band.
Per fortuna la band non si sciolse e due dopo mesi dopo l’uscita del fortunatissimo Nevermind torna a Roma nel 1991 per suonare al teatro Castello di Roma, a pochi passi dal Vaticano, facendo il tutto esaurito e regalando ai fan uno spettacolo potente e di spessore. Nel 1994 la band è un gruppo di successo internazionale. Ma quel concerto non si rivelò all’altezza ed anticipò la parabola discendente che di li a poco sarebbe coincisa con la scomparsa di Kurt Cobain.

Posted by Marco Pascucci on Mittwoch, 22. Februar 2017

Le premesse per un grande concerto c’erano tutte: tantissimi adolescenti armati di zainetto aspettavano l’apertura dei cancelli ma il grande atteso della serata, Kurt Cobain, non è al massimo della forma. Immobile durante tutto il concerto, non cambia posizione e la sua voce non è graffiante come al solito. Si limita al suo compito.

Tra il pubblico si registrano svenimenti: c’è davvero tanta gente, un gran caldo e poco ossigeno rendono l’atmosfera cupa e pesante. La scaletta, nonostante tutto, sembra filare liscia per poco più di un’ora. Fino a quando Kurt non voltò le spalle al pubblico per recarsi dietro le quinte e impugnò la Fender Mustang scaraventandola sul palco, oltre gli amplificatori. Un gesto estremo, forse un modo ribelle di concludere il concerto? Il resto della band, quasi scusandosi, abbandona il palco dopo aver suonato in attesa di un ritorno sul palco del cantante.
Sembrano i primi segnali di stanchezza e di sofferenza della band, in continuo bilico, con piccoli segnali (purtroppo premonitori) di cedimento, dipendente troppo spesso dall’umore e dal carattere del suo frontman.
Il giorno dopo la band fu ospite del programma Rai Tunnel, condotto da Serena Dandini: per l’occasione suonò Serve The Servants e Dumb con tanto di intermezzo comico di un Corrado Guzzanti vestito da giovane metallaro che cercava, invano, di scherzare con i ragazzi di Seattle.

Nel documentario Chi ha ucciso Kurt Cobain?, la Dandini parlerà dell’incontro con Kurt Cobain, ricordandolo così: «Incontrandolo, ho avuto l’impressione di una persona di una sensibilità estrema, indifesa, che difficilmente riuscivi a guardare negli occhi, con uno sguardo di paura come di un cucciolo braccato dal mondo».

Roma e l’Italia nelle ultime pagine della storia di Kurt e dei Nirvana. A 23 anni da quell’ultimo concerto a Roma, Cobain resta ancora un mito sbiadito. Non tanto quella della rockstar capace di vendere milioni di dischi in pochi anni, ma quello dell’uomo fragile e indifeso, sempre in bilico tra due mondi. Un angelo che non ha saputo reggere l’impatto col mondo.

SETLIST NIRVANA ROMA 1994
Radio Friendly Unit Shifter
(Deep Purple “Smoke On The Water” Intro)
Drain You
Breed
Serve the Servants
Come as You Are
Smells Like Teen Spirit
Sliver
Dumb
Run to the Hills (Iron Maiden cover) (Jam session)
In Bloom
About a Girl
Lithium
Pennyroyal tea
School
Polly
Very Ape
Lounge Act
Rape Me
Territorial Pissings
Encore:
All Apologies
On a Plain
Scentless Apprentice
Heart-Shaped Box + Jam

CONDIVIDI
Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.