Sprocket: la stampante da strada.

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Arriva anche in Italia Sprocket di HP, stampante fotografica ultracompatta con connessione bluetooth da abbinare allo smartphone o al tablet. Con le dimensioni di un cellulare e appena 170 grammi di peso, Sprocket è comoda da trasportare in una borsa, uno zaino o da tenere in tasca, sempre pronta a “materializzare” le migliori immagini della giornata in modo rapido, veloce e originale grazie anche alla app HP Sprocket – gratuita per iOS e Android – che consente di personalizzare le foto presenti sui dispositivi oppure sui social media personali con testi, sticker, filtri. Da notare che Sprocket non utilizza inchiostro né toner perché funziona con la speciale carta HP ZINK, che oltre a “fissare” selfie o momenti preferiti su foto da 5 x 7,6 cm, le correda di adesivi a prova di macchia, resistenti ad acqua e strappi, pronti per essere condivisi o per decorare zaini, album o l’arredo di casa. Anche l’autonomia non è un problema: con la tecnologia HP Auto-Off, la batteria ricaricabile ha un’autonomia maggiore, con un consumo energetico di appena 0,9 watt in modalità Standby. HP Sprocket impiega meno di 40 secondi per stampare un’immagine ed è disponibile in bianco con finiture in oro rosa oppure in nero con finiture in argento anche sullo store HP a 149,90. La confezione include 10 fogli della carta fotografica adesiva rimovibile HP ZINK, esauriti i quali è possibile acquistare confezioni da 20 fogli a 9,99 euro.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.