Il tour di Samuele Bersani fa tappa a Padova (scaletta e foto)

2201
0

L’attesa è stata lunga, e ci si è messo di mezzo anche un problema alle corde vocali che l’ha costretto a due mesi di afonia e ad un lungo stop, ma alla fine il tour La fortuna che abbiamo di Samuele Bersani è finalmente partito, e ieri sera ha fatto tappa al Gran Teatro Geox di Padova.
Il cantautore romagnolo ha tenuto a ringraziare i fan per la pazienza sottolineando che, nonostante il rinvio forzato dei concerti di diversi mesi, solo l’1% di chi aveva comprato il biglietto ha chiesto il rimborso.
Accompagnato sul palco da una band di validi musicisti e polistrumentisti, Samuele si presenta in completo nerò con una t-shirt emblematica con scritto “I was anti-Trump before it was cool”.
Il live inizia con Il mostro, prima canzone scritta in assoluto da Bersani, che convinse Lucio Dalla a fargli aprire i suoi concerti, seguito da Le mie parole e Lo scrutatore non votante.
A Samuele piace parlare col pubblico, e si intrattiene spesso in lunghi monologhi dove parla del passato, del suo rapporto col pubblico e dell’amore che ci mette nel fare questo lavoro. E abbandonando un clichè che lo aveva seguito per tutta la prima parte della carriera (“quelli che ai concerti fanno ‘su con le mani’ non li sopportavo e li ritenevo stupidi”) invita il pubblico a sentirsi libero di fare quello che più gli piace per godersi a pieno il concerto, che sia cantare insieme o battere le mani a tempo.
Via via scorrono le canzoni più importanti del repertorio, da Spaccacuore a Il pescatore di asterischi o En e Xanax, più alcune chicche come Occhiali rotti e Come due somari.
Replay, brano sanremese del 2000 eseguito solo piano e voce, va a chiudere la prima parte del concerto.
Dopo una breve pausa si riparte e Samuele si diverte a rompere gli schemi (“la cosa più sbagliata che ci sia è ricominciare un concerto dopo l’intervallo parlando e non suonando una canzone, e infatti sono qui a parlare”), raccontando di aver fatto un sondaggio su Facebook e di aver scelto le tre canzoni più votate dai suoi fan “perchè sennò a fine concerto c’è sempre quello che mi viene a dire ‘eh, ma non hai fatto questa’ e allora mi fa tornare a casa un po’ nervoso”.
I tre brani “vincitori” sono La fortuna che abbiamo, che apre appunto la seconda parte del live, Chiedimi se sono felice, scritta per l’omonimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, e Cosa vuoi da me, che chiuderà il concerto.
Però, caro Samuele, a questo punto ti possiamo dire che Ultima chance potevi farla…
Dopo un medley composto da Crazy boy (brano scritto per Fiorella Mannoia), Che vita! e Settimo cielo, arrivano i capolavori Canzone (scritta nel 1996 per il mentore Lucio Dalla) e Giudizi universali, unico brano in cui l’attento e composto pubblico padovano ha tirato fuori i telefoni per immortalare il momento, lasciandosi andare anche ad una standing ovation finale.
La chiusura è affidata ai brani ritmati come Freak e Coccodrilli, seguiti dopo una brevissima pausa da Senza titoli, Chicco e Spillo e Cosa vuoi da me, cover di Glastonbury song dei Waterboys.

Due ore e un quarto passate in fretta, tra canzoni che hanno fatto la storia degli ultimi 25 anni di musica italiana e chiacchiere mai banali che ci hanno svelato il lato privato di un cantautore che si è ritagliato, a ragione, uno spazio importante tra i grandi della musica italiana.

Qui sotto le foto del concerto e, più in basso, la scaletta.

Questa la scaletta del live:
1. Il mostro
2. Le mie parole
3. Lo scrutatore non votante
4. Occhiali rotti
5. Il pescatore di asterischi
6. En e Xanax
7. Spaccacuore
8. Psyco
9. Ferragosto
10. Cattiva
11. Come due somari
12. Replay

13. La fortuna che abbiamo
14. Una delirante poesia
15. Medley: Crazy boy / Che vita! / Settimo cielo
16. Canzone
17. Giudizi universali
18. Chiedimi se sono felice
19. Freak
20. Coccodrilli

21. Senza titoli
22. Chicco e Spillo
23. Cosa vuoi da me

CONDIVIDI

Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): “Senza musica la vita sarebbe un errore”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here