Trallalland che male ti fa

39
0

Qualche giorno fa sul Guardian qualcuno ha scritto che Hollywood questa volta agli Oscar poteva combinare un disastro: poteva premiare la storia di due narcisisti che rinnegano l’amore per fare carriera invece che premiare “bei film pieni di cuore, anima e umanità”. La realtà ha superato la fantasia e Hollywood ha fatto di peggio: per qualche minuto ha premiato persino il film sbagliato in mondovisione, e cioè proprio il film dei due narcisi cinici (anche se la trama non suona proprio così) che secondo l’autore del pezzo era LaLaLand: questo già la dice lunga sull’invidia che suscitano i vincenti e la psicologia di massa. Ora vediamo i film col “cuore” a cui LaLaLand avrebbe “fatto male”:  Moonlight che, poverino, ha vinto (giusto? sbagliato? ah, saperlo…) e parla di amore, Manchester by the Sea (ma guarda: Oscar a Casey Affleck) che affronta il dolore, Arrival che esalta l’intelligenza (e tuttavia si è preso un Oscar per il sonoro degli alieni che nel romanzo era definito “il suono di un cane bagnato che si scrolla”) e La battaglia di Hacksaw Ridge che ci doveva commuovere per l’abnegazione del suo barelliere pacifista. Sul serio?! Pensateci bene. Ne siete davvero sicuri? Per esempio, l’Oscar a Ryan Gosling avrebbe tolto a Denzel Washington il giusto premio per l’enfasi teatrale di Barriere? Niente paura: hanno premiato Viola Davis. Niente al Viggo Mortensen di Captain Fantastic? Sarebbe stata la rivincita dei fricchettoni apocalittici, ma LaLaLand c’entrava poco…  Pensate davvero che Emma Stone con la sua vittoria da arrivista che tradisce l’amore per la carriera ha negato gloria all’Huppert di Elle, alla Portman di Jackie, alla Streep di Florence, alla Negga di Loving? Scusate, ma sembra la variante da Oscar di chi ha percepito una bestemmia la vittoria del tormentone giocattolo (ma mica tanto, poi…) di Gabbani sull’inno alla vita della Mannoia. La notte degli Oscar somiglia a Sanremo? Espulsi i vincenti premiati gli ultimi? Gli ultimi saranno i primi come nel Vangelo? Non chiuderò con “Namasté, alé” ma con “A Rat Tat Time of my Heart”. Viene da City of Stars (Oscar, uno dei 6 di LaLaLand). Visto?! C’è cuore anche in Trallalland. E il resto? Il resto è solo cinema…

CONDIVIDI

Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here