The Great Wall. Colossal in svendita

Ennesimo wu-xia geometrico e coreografico, stavolta con effetti speciali e attori americani

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The Great Wall
di Zhang Yimou
con Matt Damon, Tian Jing, Pedro Pascal, Willem Dafoe, Eddie Peng, Lu Han
Voto 5/6

C’era una volta Zhang Yimou, che non ci ricordiamo da quale generazione di registi tra l’impegnato e lo statale era partito per approdare, in parallelo col risveglio della Cina, ai colossal più sontuosi, geometrici e, diciamolo, un po’ inutili. The Great Wall è tratto da una delle tante leggende per cui la Grande Muraglia cinese sarebbe nata per tenere fuori oltre che gli invasori, soprattutto mongoli, i mostri tao-qualcosa che, se si nutrono di carne umana, possono nutrire la loro ape-regina che li moltiplica, e sembrano usciti dall’inconscio per tenere a bada il senso etico degli eroi. Siccome è la prima grande co-produzione cinoamericana il giochino delle simmetrie e delle geometrie da Opera di Pechino si fonde con l’inserzione di guerrieri occidentali (mercenari/esploratori /mercanti) che mirano alla polvere nera con cui si faranno le guerre del futuro. Sono avidi, ma il senso dell’onore cinese (e l’amore) forse li guarirà (se non altro Matt Damon). Per la serie “gliela-facciamo-vedere-noi-al-signore-degli-anelli). Ma non basta…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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