A casa di Lucio va in città. Asfalto e poesia

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“A casa di Lucio va in città” è la manifestazione che, in occasione del 74° compleanno di Lucio Dalla, ha voluto ricordare l’artista scomparso 5 anni fa.

Una camminata per le vie di Bologna, alla scoperta dei luoghi che hanno segnato la vita di Lucio: da Piazza Cavour, sua casa natia, alla Fonoprint, il suo studio di registrazione, per arrivare alla sua casa in Via D’Azeglio. Nel giro di tre giorni, dal 2 al 4 marzo, sono state organizzate 21 visite con 6 guide diverse: Ernesto Assante, Gino Castaldo, Emilio Marrese, Pierfrancesco Pacoda, Marco Marozzi e Giorgio Comaschi, tutte persone che hanno conosciuto a fondo Lucio.

I punti toccati dalla visita sono sette: si parte da Piazza Cavour, proseguendo verso Piazza San Domenico, punto di ritrovo di Dalla ed i suoi amici, per passare poi nel Vicolo Mariscotti, sua seconda casa. Si raggiunge Via D’Azeglio con lo studiolo e Via Bocca di Lupo, presso lo studio di registrazione. Infine, dopo una breve sosta in al Da Cesari, il ristorante preferito, il tour si conclude con la sua casa di Via D’Azeglio.

Non bisogna girarci troppo intorno: la visita è meravigliosa. Si ha modo di vedere un’immagine di Lucio diversa, più completa, ma soprattutto, parafrasando Ernesto Assante, si ha modo di scoprire l’Artista (e mai come in questo caso la maiuscola è d’obbligo) Lucio Dalla, e di come, assieme a De Gregori ed altri colleghi, ha cambiato la musica italiana.

I punti di forza di questa visita sono due: la Fonoprint e la casa di Via D’Azeglio. Nella prima si ha modo di conoscere a fondo il musicista Lucio Dalla, grazie anche alla presenza di Roberto Costa, suo produttore e musicista, ma soprattutto amico di vecchia data. In uno studio storico, in cui i più grandi artisti italiani hanno registrato i loro dischi, riecheggia ancora, in maniera pressoché perfetta, la voce di Lucio. Riascoltare Caruso, Henna, 4 marzo 1943 e Tu non mi basti mai nello studio in cui sono state suonate ed incise è un’emozione fortissima che fa capire quanto la sua musica sia ancora forte e presente. Ed in un mondo fatto di mille operazioni in multitasking, in cui ad una canzone concedi giusto il tempo di arrivare al ritornello, avere l’occasione di fermarsi e di ascoltare un pezzo senza fare altro, è un lusso che poche volte riusciamo a concederci e che mai come questa volta è stato apprezzato.

La casa di Via D’Azeglio non è una casa, è un museo. Si ha modo di  comprendere a fondo l’Artista, le sue sfumature e tutti i colori che formano la sua personalità: dalla sua profonda fede, al suo amore per l’arte, dalla sua passione per il cinema alla sua collezione di giocattoli. E’ una casa ancora accesa, in cui ogni elemento racconta qualcosa del suo proprietario, talmente viva e personale che in quelle stanze ti sembra quasi di invadere la sua privacy.

Tanti gli aneddoti che vengono raccontati: dalla genesi di Caruso, avvenuta per caso durante una vacanza a Sorrento, al suo rapporto con Padre Pio, di cui è stato devoto fin da piccolo.

Il successo di questa manifestazione ha portato ad una decisione importante: la casa di Lucio, per tutto il mese di marzo, rimarrà aperta. I biglietti saranno acquistabili da lunedì 6 marzo sul sito acasadilucio.it e presso il Bologna Welcome di Piazza Maggiore.

Una volta terminata la visita il pensiero più intenso che si prova è che lui in realtà non se ne sia mai andato. L’affetto nei suoi confronti non è mai calato e la sua presenza è ancora forte e viva in ogni angolo della città. La mia speranza è che si possa godere della sua grandissima eredità non solo in occasione dell’anniversario della sua nascita e per aperture straordinarie. Lucio Dalla è un personaggio unico che dovrebbe essere raccontato e vissuto ogni giorno. Lucio Dalla è Bologna e Bologna è Lucio Dalla.

A proposito, buon compleanno Lucio.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.