Lucio Battisti, un ragazzino di 74 anni

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Nell’aria e in tv riecheggiano ancora le note delle canzoni di Lucio Dalla, ma il fato a volte è curioso ed ha voluto far nascere un altro grande Lucio soltanto un giorno dopo: oggi anche Lucio Battisti avrebbe compiuto 74 anni. Era nato a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, il 5 marzo 1943. Musicista straordinario, è stato uno dei più grandi innovatori della nostra musica. E credo si possa dire senza ombra di dubbio che se anziché in Italia fosse nato in un paese di lingua inglese sarebbe considerato uno dei più grandi a livello planetario. Ma non voglio spendere troppe parole per ricordare il suo genio. Credo che questa foto che ho trovato surfando in Rete valga più di mille discorsi: è stata scattata nel 1974, ritrae Gianni Morandi, Lucio Battisti e Fausto Leali durante una partita della Nazionale Italiana Cantanti. Lucio è fantastico con la sua aria da ragazzino.

Il resto di questo ricordo lo affido alle sue parole. Lucio non parlava molto, ma quando lo faceva riusciva ad essere fulminante…

● Io ho del talento, lo dico senza mezze parole perché non sono un ipocrita. Mi sarei imposto comunque, quindi non devo niente a nessuno.

● L’artista non segue il suo pubblico, ma lo anticipa.

● Io sono sicuro che quando lancio una canzone avrà successo, perché prima di quella ne ho scritte altre venti che io e Giulio abbiamo vivisezionato e quindi gettato via!

● L’importante è comunicare con il pubblico. Il resto conta molto poco. Il guaio è che in Italia ci sono ancora troppi cantanti alla Claudio Villa.

● Trovo i testi di Fabrizio De André interessanti, ma piuttosto goliardici, tant’è vero che piacciono solo agli studentelli. La parte musicale poi è solo accompagnamento, mentre io ritengo che debba sempre avere il ruolo principale nelle canzoni

● Ma che c’entra Gaber con me? Io sono un rullo compressore, lui è un triciclo.

● Mi sono reso conto che fare l’ermetico crea meno problemi, mentre invece parlare un linguaggio più semplice ti espone a maggiori possibilità di esser giudicato. Infatti più gente ti capisce e più hai potenziali giudici di ciò che fai. Ma questo mi è sembrato un rischio che vale la pena di correre: l’ermetico dorme sonni tranquilli, ha come unico giudice sé stesso visto che non è capito da nessuno.

● Un affetto non si prova… si indossa direttamente.

● Il pubblico è un mostro che mi fa paura.

● Non faccio tournée né spettacoli perché mi sembra di vendermi, di espormi in vetrina: io voglio che il pubblico compri il disco per le qualità musicali e non per l’eventuale fascino del personaggio.

● Non capisco quelli che dicono che per avere successo devono soffrire. Ma che sò, scemi?

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".