Cristiano De André, figlio di Faber

478
0
Foto di Dino Buffagni

Ogni tanto qualcuno mi domanda cosa penso di Cristiano De André. In realtà ho già avuto modo di dirlo parecchie volte: mica è semplice essere “figlio di…”, soprattutto se tuo padre si chiamava Fabrizio De André. Se non si hanno doti particolari avere un padre famoso è di grande aiuto, vedi Davide Rossi (figlio di Vasco) o Daniele Battaglia (figlio di Dodi). Per Cristiano invece scatta il paradosso: stenta ad essere apprezzato per quel che vale proprio perché è figlio di un mito. Lui è un polistrumentista dotato di grandi qualità, è un autore sensibile, ha scritto una manciata di canzoni che se fossero state firmate da uno con un altro nome avrebbero fatto gridare “al miracolo” (cito soltanto due gioiellini come Dietro la porta e Invisibili). Invece, proprio perché si chiama De André, ha sempre pagato pegno. Né è stato aiutato da una somiglianza fisica impressionante. Più passa il tempo, più sembra suo padre: nella voce, nei lineamenti marcati del volto, persino nelle movenze. Così a un certo punto ha deciso di prendere il toro per le corna e, quasi fosse una seduta di psicoanalisi, di cantare le canzoni di Faber. Il risultato è stato splendido: sia i tour, sia gli album che ne ha ricavato sono fantastici.

Ed ora, con il tour appena iniziato, replica la formula De André canta De André: Cristiano interpreta un repertorio ricco di nuovi brani del padre, che si affiancano a quelli inclusi nei primi due progetti discografici. Ha scritto nella sua autobiografia: «De André canta De André è un progetto che mi ha permesso e mi permette di portare avanti l’eredità artistica di mio padre caratterizzandola però con nuovi arrangiamenti che possano esprimere la mia personalità musicale e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una mia impronta. Mi auguro che così facendo la poesia di mio padre possa arrivare a toccare le anime più giovani, a coinvolgere anche chi non ascolta la canzone prettamente d’autore».

Spiegazione perfetta. Forse la prossima volta, dopo averlo sentito in concerto, nessuno lo considererà più un “figlio di…”, ma semplicemente Cristiano.

Intanto il tour prosegue: questa sera, 7 marzo, Cristiano è all’Obi Hall di Firenze (sold out), il 18 al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Giotto (Me), il 28 all’Auditorium Manzoni di Bologna, il 20 aprile al Teatro Ponchielli di Cremona, il 21 al Creberg Teatro di Bergamo, il 27 al Teatro Regio di Parma, il 28 al Teatro Lyrik di Assisi, l’11 maggio al Teatro Auditorium Santa Chiara di Trento, il 12 maggio al Gran Tearro Geox di Padova, il 19 al teatro Verdi di Montecatini, il 20 al Colosseo di Torino, il 22 al Verdi di Pordenone e il 14 ottobre al Teatro Olimpico di Roma.

CONDIVIDI
Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".