Il messaggio “segreto” del trailer di Deadpool 2

277
0

Mentre tutti vanno al cinema a vedere Logan nessuno pensa a Deadp… No niente scusate, ce l’hanno messo nei trailer giusto per ricordarci che mamma Marvel ha sempre qualcosa tenuto in caldo per noi.

A quanto pare il mercenario chiacchierone (dannati adattamenti italiani) è pronto a tornare e Ryan Reynolds indosserà di nuovo la tuta (dubito che qualcuno avesse dubbi visti i risultati al botteghino), aspettate però a dire Daje che tra poco esce perché ho una brutta notizia, non è che non hanno definito la data.
Non è che non hanno ancora finito di girarlo.
Non è che non hanno ancora iniziato a girarlo.
Il problema è che non hanno nemmeno finito il casting.
Praticamente una carezza in un pugno per chi aspetta il ritorno del più greve tra gli eroi!

Il trailer già di per sé comunque lascia intendere che il mood sarà il solito: ironia, sfottò (il trailer è una parodia PALESE di Superman), quarta parete non infranta ma proprio devastata e nessun filtro tra bocca e cervello per i personaggi ma soprattutto il nonsense.

Dopo il monologo in cui si chiede cosa ci faccia una cabina telefonica in giro nel 2017 lo schermo lascia scorrere un testo mediamente lungo che abbiamo deciso di fermare e tradurre.

Chi si aspetta un messaggio particolare rimarrà deluso.

Chi si aspetta una recensione pressapochista de Il Vecchio E Il Mare merita un T.S.O. perché cometivieneinmenteboh  ha azzeccato.

Per comodità la mettiamo qui sotto riadattata in italiano:
Il vecchio  e il mare narra la storia della lotta tra un vecchio pescatore e un pesce, grosso. Ma grosso eh, tipo troppo.
La storia si apre con Santiago che non prende un pesce da 84 giorni perché è praticamente il figlio di puttana più sfortunato al mondo, cioè diciamocela tutta, se stai in barca per 84 giorni un pesce lo prendi anche solo per sbaglio…
Santiago era così sfigato che i genitori di Manolin vietarono a loro figlio di andare a pescare con lui, ma seguendo gli insegnamenti di Willy Il Principe di Bel Air se ne sbatte “Semplicemente non capiscono” e visita comunque il capanno del pescatore.
Fregandosene del fatto che passare la giornata senza supervisione con un vecchio che parla da solo comporta dei rischi intrinsechi Manolin aiuta spostando l’attrezzatura, cucinando e parla di baseball, soprattutto di Joe Di Maggio (che ,ricordiamoci sempre, era uno di quelli che andò a casa-base con Marilyn Monroe). Poi l’85esimo giorno se ne va in barca con il fortunello da qualche parte a nord di Cuba. 
Da qualche parte parecchio a nord di Cuba.
Gettato l’amo Santiago si rende conto che ha preso un pesce tipo fottutamente enorme. BINGO pensa. E invece no.
Il pesce resiste e il vecchio non ce la fa a stargli dietro, la battaglia imperversa per giorni e a un certo punto, anche se stanco e insanguinato, Santiago inizia a provare rispetto. Lo chiama “fratello”, magari pure “bro” e poi alla fine diventa tipo una love story che ti aspetti la musichetta di sottofondo, le foto degli anni che seguono e  il matrimonio interspecie.
Poi però Santiago dice basta: il pesce deve fare quello che dice lui, non è che può nuotare dove gli pare, quando gli pare, come gli pare; per far valere le sue ragioni usa lo strumento dialettico. Per far valere le sue ragioni intendiamo “trafiggere il pesce” e per strumento dialettico intendiamo “arpione”. Sangue dappertutto, lo schifo vero. Ma capiamolo, Santiago è un uomo anziano che ha difficoltà ad esprimere a parole i suoi problemi e le sue parole, molto meglio imporre la propria visione delle cose con la giusta dose di violenza con l’autorità elargita dagli anni di esperienza.
UN CLASSICO.
Con il pesce ormai morto decide di legarlo alla barca e di tornare a casa per bullarsi con tutti e venderlo per fare i big money, d’altronde cosa potrebbe andare storto? Non è forse risaputo che la vita è come l’opera tragica e che quando pensi di aver trovato qualcosa di bello e vero arrivano gli squali a farlo a pezzi, sbranarlo per poi stuprare malamente la tua dignità con i loro membri ittici. Santiago ci prova perché ci prova ad ammazzarli eh, solo che è troppo stanco e vecchio e quindi niente.
Si fa notte e praticamente del Marlin resta solo un ricordo.
Insomma la fortuna è tornata si. Santiago inveisce contro gli squali che chiama addirittura gli “ammazza sogni”. Si certo, come no… Gli squali tanto tranquilli stanno a fare il loro lavoro, per non parlare del povero Marlin poi… Cristo, non fatemi parlare! Quello se ne sta lì buono buono rilassato a farsi gli affari suoi, magari stava pensando a come rendere più facile la vita alla sua famiglia poi arrivi te e BAM lo arpioni. Chi è l’ammazzasogni adesso eh testa di cazzo? Praticamente l’ipocrisia ormai sta sorpassando ogni limite.
Vabbè poi torna a casa sfranto, si butta a quattro di spade sul letto perché è veramente distrutto e niente, arrivano i pescatori che misurano lo scheletro del pesce e opporcaputtana misura 5 metri e mezzo! La testa del pesce la danno a Pedrico che lo nominano solo adesso in tutto il libro e dicono a Manolin di salutare il vecchio augurandogli il meglio.
Manolin porta il caffé a Santiago, continueranno a pescare nei giorni seguenti e oggi c’è un Red Lobster Restaurant in ogni città americana pronto ad offrire una qualità decente e spazio per parcheggiare.

Ora la domanda che ci si pone è: perché tutto questo?
No seriamente, perché?

P.S.: per i temerari che vogliono leggere la versione non riadattata ecco a voi la piccola perla:

“The Old Man and the Sea is the story of a fight between an elderly, accomplished fisherman, Santiago, and a really big fish. Like… HUGE. The story opens with Santiago suffering 84-four days without catching a fish because he’s the unluckiest son-of-a-bitch on planet earth. Honestly, if you were in a boat for 84-four days, it’d be hard to NOT catch a fish… even by accident. Santiago was so unlucky that his apprentice, Manolin, was forbidden by his ma and pa to fish with him. But as The Fresh Prince used to say, ‘Parents Just Don’t Understand’. So the boy visits Santiago’s shack anyway.
Ignoring the inherent risks of unsupervised playtime with an elderly man who talks to himself, Manolin helps out, moving Santiago’s fishing gear, making food and talking about baseball. Especially Joe DiMaggio; who used to bump fuzzies with Marilyn Monroe. The next day, Santiago tells Manolin that he’s going way out into the Gulf Stream. WAY OUT north of Cuba. Lady luck is returning!
On the 85th day of his crappy luck, Santiago drops his lines, and by noon, gets a bite from what feels like a big ass fish. He’s sure it’s a winner. He fights and fights and fights but can’t pull the monster in. Santiago’s leaky old boat is pulled by the fish for two days and nights as he holds on for dear life. Even though he’s bloody and beat, Santiago begins to appreciate this mighty adversary. He starts calling him ‘brother’ or maybe even, ‘bro’. It’s sort of a love story if you really think about it. And like most romantic comedies, the reader pictures a delightful outfit changing montage, followed by the inevitable interspecies wedding.
But on the third day, Santiago is freakin’ EXHAUSTED, and decides he just wants the fish to do what he says and not always swim wherever it wants. So he stabs it. With a f*cking harpoon. It’s a mess. Super gross. Blood everywhere. Because, like many men his age, Santiago has difficulty expressing his emotions and fears with words – instead giving in to base desires – and imposing his gigantically terrible positions on any given subject through unblinking violence. Typical.
Anyway, he straps the marlin to the side of his skiff and hits the road home, ready to act like a total show off to everyone and probably gouge people on the price. But guess what? Pretty soon sharks begin to attack the bleeding marlin’s carcass, because we all know, life is a tragic opera and just when you think you’ve finally found something good and true, sharks come along and rip it all to fucking shreds while dry-humping your dignity with their crazy-weird shark dicks. Sure, Santiago tries killing a few of them, but drops his harpoon because his hands are just as old as he is. By nighttime, the sharks have pretty much eaten the entire marlin.
Only a bleach-white skeleton remains, silently mocking him in the murky darkness. Santiago realises he’s still unlucky. REALLY unlucky. (Duh!) He calls the sharks ‘dream killers’. Which isn’t really all that fair. I mean, the sharks were just doing their job and the marlin… Jesus, don’t even get me started on the marlin! It was just hanging out one day, minding it’s own business, maybe thinking about ways it could be a better provider for it’s family and WHAM! Harpoon in the brain. Who’s the “dream killer” now, fuckface? The hypocrisy is pretty much boundless at this point.
Eventually Santiago makes it ashore. Leaving the bones of the marlin and the boat, he hobbles to his shack. He makes it home and crashes, like I said – he’s super tired. The next morning a group of fishermen gather around Santiago’s boat. One measures the skeleton and, holy shit-shingles! It’s over 18 feet! The head of the fish is given to Pedrico (strange that this is the first mention of him) and the other fishermen ask Manolin to send their glad tidings to the old man.
Manolin brings Santiago newspapers and coffee when he wakes and they decide to fish together again. Many years later, there’s a Red Lobster Restaurant in nearly every city in America, offering a casual dining experience and convenient parking”.

CONDIVIDI
Edoardo Santarsiero
Uomo dell'anno 2006 secondo il Times,Procrastinatore olimpico, radio speaker senza seguito, drogato di musica e cinema, calamita per gente al limite del caso umano. Ma ho anche dei difetti. Ah e scrivo articoli.