Rosso Istanbul. Alla memoria

Scrittore torna a Istanbul ad aggiustare regista, raccontato da regista scrittore.

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Rosso Istanbul
di Ferzan Ozpetek
con Halit Ergenç, Tuba Büyüküstün, Nejat Isler, Mehmet Günsür, Cigdem Onat, Serra Yilmaz.
Voto 6 

Arriva da Londra Ohran Sahin, editor di una casa editrice. È turco, era stato un promettente scrittore, manca da molti anni da Istanbul abbandonata in circostanze oscure. Deve aggiustare il libro del grande regista Deniz Soysal che vive in una bella e grande casa sul Bosforo piena di ricordi femminili e amori maschili. Siamo alle soglie di un trasloco e all’improvviso il grande regista sparisce. Restano i suoi amori maschi e femmine e sembrano una specie di eredità per l’editor, che si ritrova così a fare i conti con il suo vissuto, la sua memoria, i suoi rimorsi e la sua città. È la lenta discesa in un’autoanalisi a specchio, ed è evidente che Ozpetek usa a specchio di sè sia l’editor che il regista per darci un ritratto di un corpo che si fa città e di una città che si fa corpo. Chi non ama l’autoanalisi estenuata si astenga o si annoi

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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