Bergamo Jazz “numero 39”

Come dice Stefano Bollani, “la gente al jazz ci arriva non per educazione, ma per altre vie”: ecco quelle proposte dal 19 al 26 marzo dal primo grande festival della nuova stagione di concerti di musica afroamericana saranno ricche di novità e di qualità artistica.

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Foto tratta dalla pagina Facebook di Bergamo Jazz

Edizione numero 39 della rassegna orobica, che, guidata per il secondo anno consecutivo dal grande trombettista americano Dave Douglas, propone una settimana di grande jazz nei maggiori teatri di Bergamo, lo storico Donizetti in centro e il Sociale in Città Alta, e in numerose altre strutture cittadine, aprendo la via ai grandi festival.

Insieme alla primavera sboccia così la stagione italiana della musica afroamericana, cui abitualmente la rassegna lombarda dà il la. E quest’anno lo farà ancora una volta alla grande, proponendo una settimana di eventi, che si apre il 19 prossimo all’Auditorium di piazza della Libertà con la sonorizzazione in diretta di Paris Qui Dort (film del 1925 di René Claire) e il gruppo Pigmenti, che accompagna l’action painting dello spagnolo Zesar Bahamonte, e si chiude con le tre serate clou al prestigioso Teatro Donizetti, il 24, 25 e 26 marzo.

Melissa Aldana

Durante la settimana gli eventi si susseguiranno a ritmi difficili da sostenere, avvicendando concerti di importanti artisti internazionali, proiezioni di film, iniziative didattiche, presentazioni di proposte di legge, mostre fotografiche, in una combinazione equilibrata fra tradizione e innovazione, momenti spettacolari e di approfondimento. Nel percorso segnaliamo le “scintille di jazz” dei giovani italiani Tri(o)ttico, Roberto Frassini Moneta, Tommaso Lando, Andrea Andreoli, Gianluca Di Ienno e Camilla Battaglia, distribuite in vari locali; i concerti in solo dei big Evan Parker (ai sassofoni alla Biblioteca Angelo Mai, il 24 alle 18) ed Ernst Reijseger (al violoncello all’Accademia Carrara, il 25 alle 11); il formidabile pianista norvegese Christian Wallumrød, con il suo lirico ensemble (all’Auditorium di piazza Libertà, il 25 alle 17) e i bravi bebopper italiani Jazzer 5 del pianista Luca Mannutza (alla Sala di Porta sant’Agostino, il 26 alle 11).

Bill Frisell e Kenny Wollesen

Nei teatri i concerti più “di peso”. Al Sociale la serata di giovedì 23 sarà aperta dall’OriOn triO del batterista Rudy Royston, il sassofonista Jon Irabagon e il bassista Yasushi Makamura, cui farà seguito il Francesco Bearzatti Tinissima Quartet con il suo ricco tributo a Woody Guthrie e alla canzone di protesta americana. Il pomeriggio di domenica 26 (ore 17) avrà come protagonista il quartetto del sassofonista inglese Andy Sheppard, reduce dall’eccellente album Surrounded By Sea.

Tre le serate al Donizetti. Venerdì 24 marzo, dapprima il chitarrista geniale e sperimentatore Bill Frisell “volerà” in coppia con il batterista Kenny Wollesen, poi la stella del violino jazz Regina Carter presenterà il suo nuovissimo omaggio a Ella Fitzgerald, di cui il prossimo 25 aprile ricorre il centenario della nascita. Sabato 25 proporrà dapprima l’Organ Quartet del multiforme contrabbassista William Parker, con l’emergente sassofonista James Brandon Lewis, e poi le dieci strumentiste e la danzatrice del Marilyn Mazur’s Shamania, provenienti da Danimarca, Svezia e Norvegia, guidate dalla carismatica percussionista. Infine domenica 26 scopriremo il trio della sassofonista cilena Melissa Aldana, vincitrice nel 2013 della prestigiosa Thelonious Monk Competition, e applaudiremo il nostro grande Enrico Pieranunzi, solista e autore per la corposa Brussels Jazz Orchestra, diretta dal valoroso trombettista Bert Joris.

Marilyn Mazur’s Shamania

L’elenco completo delle proposte.

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Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.