Dai Pink Floyd agli Oasis. Le reunion più attese (ma improbabili)

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Quale sono le reunion più attese nel mondo del rock? Sembra più una lista dei desideri, ma in questi casi sappiamo che sognare non costa nulla e gli esempi più recenti, Guns N’Roses e Black Sabbath in primis, possono solo che essere un segnale.

Fermo restando che molte storiche band non sono più tali, vedi i Beatles, e alcuni membri sono passati a miglior vita, il mito della reunion continua ad attrarre fan di ogni età. Figli che ascoltano i dischi dei padri e padri che accompagnano i figli ad ascoltare quelli che un tempo erano i loro idoli. Ed è sicuramente questa la magia della musica, che unisce nel tempo intere generazioni.

Ma andiamo con ordine. Quando si parla di band storiche e di reunion la parola Pink Floyd viene quasi spontanea. Recentemente se n’è tornato a parlare, quando in occasione della mostra Their Mortal Remains Waters e Mason (Nick) hanno parlato di quanto sarebbe magnifico fare una reunion in quel di Glastonbury. Parole che molti hanno subito colto al balzo per associarle alla reunion: non si sa se in quel caso Waters parlasse del suo tour solista, dato che è al lavoro al suo nuovo disco. Quel che è certo è che David Gilmour, storico chitarrista della band e rivale (se così possiamo dire) di Waters, non ha lasciato dichiarazioni di alcun tipo e questo la dice lunga sui sogni futuri della band. Anche perché un certo Richard Wright, tastierista e anima della band, è passato a miglior vita.

Resteranno una band che venderà milioni di dischi e vinili senza invecchiare? In questo caso il concerto del Live 8 a Londra resta un’immagine indelebile nella storia dei Pink Floyd.

(Photo by MJ Kim/Getty Images)

Dopo i Pink Floyd non possono mancare i Led Zeppelin. In effetti una reunion l’hanno fatta: era il 10 dicembre del 2007 e per l’occasione suonarono alla O2 Arena di Londra per celebrare la loro storica etichetta, l’Atlantic. Quell’esperienza, immortalata nel dvd Celebration Day, resterà nel cuore di tutti i fan e probabilmente sarà anche l’ultima. Si è parlato a lungo di reunion dopo quel concerto, ma l’osso duro da convincere è sua maestà riccioli d’oro Robert Plant che non sembra intenzionato a voler tornare con i suoi ex compagni. Non che siano in cattivi rapporti: lo testimoniano le cerimonie per la consegna da parte di Barack Obama degli Annual Kennedy Center Honors, per il contributo che hanno portato “alla vita culturale della nazione americana e del mondo” e anche l’intervista concessa poche ore dopo al David Letterman Show.

La scomparsa di John Bonham, batterista insostituibile e caro amico di Plant, ha sicuramente il suo peso in questa scelta: nonostante il figlio Jason Bonham sia l’erede naturale in caso di reunion, Plant si è dedicato con grande impegno alla sua carriera solista prima con Alison Krauss, poi con la Band of Joy e più di recente con i Sensational Space Shifters Tour, riscuotendo anche un discreto successo. E ha più volte ricordato come una reunion non avrebbe senso.

Si è vagliata l’ipotesi di sostituire la voce di Plant con Myles Kennedy o con Steven Tyler ma evidentemente questo avrebbe potuto creare non pochi malumori tra i fans. Nel 2014 si è parlato anche di un’offerta milionaria per vederli riuniti in una serie di date dal vivo, notizia poi smentita ed entrata nel vasto mondo delle bufale. Reunion da archiviare o deboli speranze? A mio avviso altamente improbabile, ma comunque più probabile di quella dei Pink Floyd.

Anche gli Oasis, tra i gruppi più recenti, continuano a far parlare di sé, vuoi per gli insulti di Noel Gallagher, vuoi per le stoccate lanciate dal fratello Liam. Ma la reunion ci sarà mai? Riusciranno a cucire i rapporti?
Liam Gallagher è sembrato essere quello più propenso ad una pace. Inequivocabili le sue parole «La questione della reunion è molto seria e non ci sto che mi venga data la colpa. Noel se ne va in giro e si atteggia come se gli avessi accoltellato il fottuto gatto ma la verità è che lui vuole suonare in una band solista… Le domande sul ritorno degli Oasis le dovete fare a Noel, è colpa sua».
Sempre recentemente Noel, intervenendo sulla questione, ha detto che la farebbe ma solo per un sacco di soldi: «Nessuno ci ha fatto un’offerta… ma se una cosa del genere dovesse accadere, sarebbe solo per soldi, anche se non voglio essere io a proporre una cosa del genere».
Forse un giorno si smuoverà qualcosa, per ora i lavori di Liam Gallagher, che sta per pubblicare un album da solista, e gli impegni dal vivo di Noel, con i suoi High Flying Birds in supporto al tour degli U2, fanno pensare che bisognerà ancora attendere.

Parlando di altre band la lista di gruppi che vorremmo rivedere insieme si allarga. Possiamo parlarvi dei Rage Against the Machine, che sembrano non aver digerito l’elezione di Donald Trump alla presidenza della Casa Bianca. Ci sono state solo alcune dichiarazioni ma nulla di concreto, anche se il concerto anti-Trump degli Audioslave, nientemeno che una costola dei RATM con l’aggiunta di Chris Cornell, possono far sperare molti fan.

(Photo by Taylor Hill/FilmMagic)

Altro gruppo che ha fatto la storia sono i Genesis. Qualche tempo fa vi abbiamo parlato di importanti novità che facevano presagire ad una reunion. Phil Collins ne ha parlato apertamente: la band sta provando dei concerti per il futuro anche se Peter Gabriel, impegnato con i suoi lavori da solista, per il momento sembra escluso. Ma come ha detto lui stesso però non «escludo la possibilità di fare qualcosa in futuro». 

E poi ci sono i Pantera: la storica metal band americana, orfana del chitarrista Dimebag Darrell, ucciso durante un concerto, ha provato più volte a riunirsi. Il più insistente è stato sicuramente il cantante Philip Anselmo anche se il batterista Vinnie Paul, fratello del chitarrista scomparso, ha sempre accantonato questa possibilità.

Potremmo parlarvi anche degli Smiths, degli Eagles, dei R.E.M. o dei Police ma le possibilità di rivedere queste band di nuovo insieme nei prossimi anni sono decisamente remote.

La lista diventerebbe lunghissima: quel che è certo è che intere generazioni di fan aspettano in trepidazione, tra una smentita e una conferma, tra un disco e l’altro.

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.