Il diritto di contare. La Nasa chiede scusa?

Perché la Nasa rischiò di perdere la corsa allo spazio? Perché non usava le ragazze afroamericane

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Il diritto di contare
di Theodore Melfi
con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst.
Voto: mah

Il diritto di contare, che in originale suona Hidden Figures (figure nascoste), sembra una traduzione ambivalente: può stare per “Il diritto di avere peso” ma anche per “Il diritto di fare i calcoli”. La storia (ci avvertono che è vera) dice in sostanza che alla Nasa, all’inizio della corsa allo spazio negli anni Sessanta, c’erano tre signore afroamericane: una era un genio matematico precoce, la seconda un’eccellente manager, la terza aspirava a diventare ingegnere. Ma nel Sud segregazionista bianco e maschile la prima doveva fare un chilometro per andare nel bagno per i neri ed era sottoutilizzata, la seconda non poteva essere promossa nonostante la bravura, la terza non poteva laurearsi in una scuola bianca. Poi sotto la spinta della paura dei comunisti in orbita con lo Sputnik e Gagarin e grazie allo spirito irsuto ma democratico del direttore operativo dei voli spaziali Kevin Costner, la signora genio poté calcolare le orbite per mandare nello spazio l’astronauta Glenn, la manager risolse il problema della Nasa che non riusciva a far funzionare i calcolatori IBM e la terza convinse un giudice sudista a farla studiare da ingegnere facendo balenare il giudizio favorevole dei posteri. Ora, la storia è piacevole perché quando è ai bordi del razzismo risolve il tutto con toni agrodolci da commedia,  ma suona disperatamente fasulla: davvero la NASA era piena di gente bianca che non sapeva fare i calcoli, l’IBM aveva adetti bianchi che non sapevano far funzionare i suoi computer e i giudici sudisti in fondo erano simpaticoni? Questo può essere utile per andare all’Oscar con un film di rivincita nera, o femminile, ma sembra propaganda riscritta dopo un accordo. Tra quanti anni ci diranno che le conquiste spaziali erano in realtà opera di una lavanderia cinese?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori