Il disco della maturità de Lo Stato Sociale (video)

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Esce oggi Amore, lavoro e altri miti da sfatare, l’ultima fatica de Lo Stato Sociale. Cinque ragazzi bolognesi che hanno debuttato con pezzi di nicchia come Mi sono rotto il cazzo e Amore ai tempi dell’Ikea, e che oggi, al terzo album, si preparano al debutto al Forum di Assago di Milano.

Con i loro toni irriverenti, ironici e fuori dagli schemi raccontano l’Italia di oggi: «Il disco parla di noi e di quello che ci succede attorno. Da quel che accade in un mondo messo alla prova da derive autoritarie e che poco si adattano al bisogno di umanità, all’interpretazione dell’intimità e delle relazioni, che sono specchio e sintesi dei nostri pensieri». Un disco che arriva a tre anni di distanza dal precedente lavoro L’Italia Peggiore, con un respiro musicale più ampio e una produzione che strizza l’occhio al mainstream.

Amore, lavoro e altri miti da sfatare è stato anticipato dai singoli Amarsi male, Vorrei essere una canzone e Buona sfortuna. Quest’ultimo rilasciato proprio alla vigilia della pubblicazione dell’album, con un video dai contenuti tanto veritieri quanto pacchiani. Provare per crede. I prediciottesimi sono una vera e propria moda, oggetto non solo di ampi video pubblicati su You Tube, ma anche di trasmissione televisive. «Questo videoclip, che anticipa di un giorno l’uscita del nostro disco della maturità, è un po’ il nostro prediciottesimo. Questo tipo di video ci ha sempre divertito molto e conoscere Gianni Muscolino, che di professione nella vita fa il regista di prediciottesimi, è stato molto divertente. Più che girare un video canonico», raccontano i ragazzi de Lo Stato Sociale.

Il concerto di debutto della band al Forum di Assago sarà il 22 aprile, le prevendite sono ancora aperte e si possono acquistare su Ticketone. Sono ancora disponibili gli anelli B e C, mentre il parterre e l’anello A sono sold out. Un buon traguardo per questi ragazzi che stanno accrescendo sempre più la loro popolarità.

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Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.