Maledetti. Il suono dei mitici Area rielaborato con due chitarre

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Foto di Cristina Crippa

Così, girando per Milano, uno riconosce quei posti collegati alla storia della musica italiana. Uno di questi è la Fondazione Mudima di Gino Di Maggio, in via Tadino al 26. Passandoci anche per caso è sempre consigliato fare una tappa per vedere le mostre in allestimento. È appena terminata quella sulla storia fotografica dell’avanguardia contemporanea a cura del fotografo Fabrizio Garghetti. Tempo addietro in Mudima è stata allestita una retrospettiva dedicata all’estro e creatività di Gianni Sassi. Un campione dell’immagine, fondatore dell’etichetta Cramps e curatore delle copertine dei dischi di Finardi, Camerini, Skiantos e soprattutto Area, di cui era anche autore dei testi.
E già, gli Area, chi se li è dimenticati. Non li hanno dimenticati Enrico Merlin e Valerio Scrignoli, due chitarristi elettrici, diversi per estrazione e orizzonti ma accomunati dalla libertà creativa e dalla voglia di esplorare ai confini tra i generi musicali.
Ebbene, questi due «temerari» musicisti sono approdati allo spazio Mudima per presentare il loro album Maledetti, reinventando alcuni brani del glorioso gruppo che tanta parte ha avuto nella musica italiana degli anni ’70.
Con la produzione di Musicamorfosi di Saul Beretta, i due hanno già avuto occasione di presentare dal vivo questo loro progetto. In prima fila per assistere alla loro esibizione c’era Patrizio Fariselli, storico tastierista degli Area, ancora oggi in attività con progetti solistici e occasionalmente con concerti sotto la sigla Area assieme a Paolo Tofani, chitarrista della prima formazione.
Tra le canzoni riprese dal duo chitarristico abbiamo Evaporazione, La mela di Odessa, Cometa rossa, Hommage à Violette Nozières, L’elefante bianco, Luglio, agosto, settembre (nero), Vodka Cola e Il bandito del deserto. Un ampio catalogo di quello che è stato il suono Area.
La proposta è prettamente strumentale, nessuna tentazione di comprendere anche le liriche interpretate a suo tempo da Demetrio Stratos. Giusta scelta, la stessa adottata da Fariselli e Tofani quando presentano il materiale Area. «In Maledetti abbiamo preso dei frammenti tematici della musica degli Area e ci siamo buttati a capofitto. Lasciandoci andare a quello che ci passava per la testa. C’è molta improvvisazione, molto materiale è nato di getto, infatti lo si potrebbe catalogare come disco live perché lo abbiamo registrato in sei ore continuate, tutto d’un fiato». Questo il commento dei due musicisti.

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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