Il Made in Italy Tour infiamma Livorno

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Foto tratta dalla pagina facebook di Ligabue

Finalmente Livorno. Era da quel maledetto 31 gennaio che, con la sospensione delle date di Jesolo e Roma, aspettavo questo momento: poter assistere ad una data del Made in Italy Tour. Per un fan di Luciano questo non è un tour come gli altri, perché Made in Italy non è un album come gli altri. In Made in Italy Luciano è riuscito a tirar fuori tutta la sua sensibilità, tutta la sua carica e tutta la sua voglia di non arrendersi mai. Ma soprattutto è un album di qualità: scritto bene e suonato ancora meglio.

Queste le premesse che hanno accompagnato il mio viaggio verso Livorno, prima vera tappa dal nord Italia di questo tour. Il PalaModigliani è piccolo, accogliente, ma soprattutto gremito per i tanti fan accorsi da ogni lato d’Italia. Sono le 9 precise quando, puntuale come sempre, Luciano sale sul palco con la giacca d’ordinanza.

L’inizio del concerto è preso da Made in Italy: La vita facile, Mi chiamano tutti Riko ed E’ venerdì, non mi rompete i coglioni, ma è con il quarto pezzo, L’odore del sesso, che cambia la serata. A differenza delle date iniziali del tour non sarà riproposto tutto l’album (alla fine i pezzi saranno 10 su 14) e soprattutto non nell’ordine corretto, ma a blocchi intervallati da brani di repertorio. La scelta sembra ripagare Luciano che riesce a tenere sempre sul pezzo i fan non facendoli mai “allontanare” dal filo del discorso.
Alla fine saranno due ore di concerto, intense come poche altre. Luciano è in forma, i problemi fisici che lo hanno costretto a rimandare l’inizio del tour sono solo un lontano ricordo, ma soprattutto è sorridente, carico, sempre sul pezzo. Una performance che si avvicina molto alla perfezione, sia la sua che quella del gruppo, con una serata che regala due perle in particolare: una Vittime e complici tagliente, cantata con intensità ed emozione, ed una Quella che non sei, urlata tutto d’un fiato, con un’energia che ti travolge completamente.

Tanto si è detto sulla scelta di non eseguire completamente Made in Italy e di non farlo totalmente in fila, ma credo che se i risultati sono quelli visti questa sera va dato merito ad un artista eccezionale di saper leggere il suo pubblico e di saper capire le necessità di uno spettacolo, ma soprattutto di avere l’intelligenza di saperlo rendere ancor più intenso ed accattivante.

Questa la scaletta:
1.La vita facile
2.Mi chiamano tutti Riko
3.È venerdì, non mi rompete i coglioni
4.L’odore del sesso
5.Il meglio deve ancora venire
6.Vittime e complici
7.G come giungla
8.Ho fatto in tempo ad avere un futuro
9.Tutti vogliono viaggiare in prima
10.Sulla mia strada
11.Hai un momento, Dio?
12.Dottoressa
13.Quella che non sei
14.Questa è la mia vita
15.I miei 15 minuti di popolarità
16.Made in Italy
17.Un’altra realtà
18.Happy hour
19.Non è tempo per noi
20.Lambrusco e pop corn
21.Piccola stella senza cielo
22.Balliamo sul mondo
23.Tra palco e realtà
24.Certe notti
25.Urlando contro il cielo

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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