Kong: The Skull Island. Bestiale

King Kong protegge la civiltà dopo la guerra del Vietnam. Sì.

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Kong: Skull Island
di Jordan Vogt-Roberts
con Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, John Goodman, Brie Larson, Tian Jing, John Ortiz.
Voto: bah

C’è un’isola misteriosa protetta dalle tempeste dove ricercatori con sussidi governativi si aspettano di trovare mostri. Bisogna fare in fretta perché sta per finire male la guerra del Vietnam e quindi ci si va con gli elicotteri e con il napalm come in Apocalypse Now (e si trovano anche una tribù locale silenziosa e un ex soldato della seconda guerra mondiale lì da un po’), ma ci si infila nella eterna situazione di Jurassic Park con animali fuori scala e fuori controllo. Tra cui lo scimmione Kong, che è in fondo il più gentile e fa argine tra l’orrore e la civiltà (ricordate? King Kong: lui portato in America si innamora di una bella e scala l’Empire State Building come una bestia) e il solito colonnello scocciato di mollare il Vietnam se la prende con Kong come fosse un “VietKong” (la battuta è copyright ©Antonella Catena). Il resto è un noiosissimo repertorio di botte tra cosi un po’ Alien che escono da sottoterra, umani ottusi e Kong che si batte il petto e si rialza sempre scocciato. Guarda anche la bella di turno ma la lascia al bello della sua misura. Due o tre tentativi di citare i videoclip rock dal Vietnam, i film di serie C, due o tre imbarazzanti tonfi di sceneggiatura e la scoperta che la Terra è cava. Se fosse apparso anche Godzilla se ne sarebbe andato con la coda tra le gambe per la noia. Un film di difetti speciali con svarioni. Rimarchevole la lotta tra il gorillone e un calamaro gigante. Un piatto di carne e pesce insieme. Rischia il culto tra tra i cultori del genere

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori