I Nomadi concedono il bis. Ottimo debutto per Yuri Cilloni

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Foto presa dalla pagina Facebook dei Nomadi

Argenta, Teatro dei Fluttuanti. Ore 17. Non è una domenica pomeriggio come tutte le altre perché, dopo che la prima data è andata sold out in fretta, i Nomadi han dovuto replicare il concerto della sera precedente. La domanda che i presenti si pongono è però una ed una sola: «Ma come sarà il nuovo cantante?». Quesito che ha fondati motivi per essere posto: queste due date di Argenta sono infatti le prime del gruppo nella loro terra d’origine, dopo essere tornato interamente emiliano, grazie all’ingresso di Yuri Cilloni. Una sorta di ritorno alle origini per una band che è riuscita a fare del viaggio, ma anche delle proprie radici, un marchio di fabbrica.

La scelta di Yuri Cilloni sembra essere azzeccata, perché la prima impressione che si ha vedendolo sul palco, è che sia un elemento della band da diverso tempo. L’aver suonato per anni in una cover band dei Nomadi lo ha sicuramente aiutato a comprendere meglio cosa vuol dire relazionarsi con quel tipo di canzoni: per fare brani come Auschwitz, L’uomo di Monaco, Senza nome o Una storia da raccontare bisogna entrare dentro la mentalità nomade e comprenderla a fondo, non è sufficiente saper leggere ed interpretare delle parole, ma è necessario farle proprie. E Cilloni, stando a questi primi giorni, sembra essere davvero in grado di farlo.

Inutile dire che Yuri non è un automa e la sua emozione è ancora evidente: non smette mai di ringraziare il pubblico e guarda con gli occhi di un sognatore quelli che sono diventati i suoi compagni d’avventura. Tutto questo rende ancora più bella la sua performance perché ritrovarsi sul palco del gruppo che hai sempre amato, tanto da omaggiarlo in una cover band, ha reso questo cambio di cantante, una vera e propria favola.

Quasi tre ore di concerto che corrono veloci con una scaletta che ripercorre 54 anni di storia: da Canzone per un’amica a Così sia, da Dio è morto ad Io voglio vivere, per concludersi, come sempre, con il caldo abbraccio di Io Vagabondo. 54 anni di storie che, stando alle premesse, hanno ancora tanti chilometri da macinare.

La scaletta del concerto:
1.Una storia da raccontare
2.Toccami il cuore
3.Gli aironi neri
4.La collina
5.Il fiore nero
6.Noi non ci saremo
7.Così sia
8.Senza nome
9.Sangue al cuore
10.Tutto a posto
11.Auschwitz
12.Trovare Dio
13.L’uomo di Monaco
14.Il paese delle favole + Bella ciao
15.Il vecchio e il bambino
16.Mille e una sera
17.Voglia d’inverno
18.Ala bianca
19.Dove si va
20.Io voglio vivere
21.L’isola ideale
22.Ma noi no
23.Un giorno insieme
24.Ti lascio una parola (Goodbye)
25.Ho difeso il mio amore
26.Ma che film la vita
27.Canzone per un’amica
28.Dio è morto
29.Io vagabondo

L'uomo di Monaco…#Nomadi

Posted by Nomadi on Sonntag, 12. März 2017

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.