La luce sugli oceani. È melodrammatica

La tragedia tempestosa di un guardiano di faro e di sua moglie

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La luce sugli oceani
di Derek Cianfrance
con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz, Jack Thompson, Bryan Brown.
Voto 5/6

 

The Light Between Oceans di Derek Cianfrance è stato in concorso a Venezia 2016. È un film che si potrebbe definire con l’aggettivo “turgido”. Potrebbe sembrare irrispettoso, ma Cianfrance ha al suo attivo il melodramma Blue Valentine (che spaccava con le consuetudini del cinema indipendente) e il melodrammone Come un tuono che spostava di un’altra tacca il suo cinema tra Matarazzo e Fassbinder (che a sua volta adorava Douglas Sirk).  Per dimostrare di non avere paura dei sentimenti Cianfrance stavolta esagera e ci offre un dilaniato Fassbender di ritorno da quattro anni di trincee sul Fronte Occidentale della Grande Guerra che non ne vuole più sapere di umanità: per cui sceglie di essere guardiano di faro. Lontano dal mondo. Il Destino vuole che in capo al mondo, lontano dal mondo, ci sia Alicia Vikander che non aspetta altro che innamorarsi e sposare un guardiano di faro. Lui, lei, il faro e la natura selvaggia che li assedia. Cioè tempeste e aborti spontanei. Alicia è ai bordi della follia. Così quando il Destino spinge in un barchino alla deriva un uomo morto e una neonata viva, lei convince Fassbender a nascondere il cadavere e a tenersi la figlia della provvidenza. Che qualche anno dopo risulterà avere una mamma e una storia. Il tutto viene da un  libro di M. L. Stedman ed è una sequenza di dolori accompagnati da immagini sontuose e magniloquenti (“quello che è dentro di me è la tempesta fuori di me”) che non impediscono però di immaginare come andrà a finire.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori