Sono le 21.35. Il concerto sarebbe dovuto iniziare circa 20 minuti fa. Il palco del Gran Teatro Geox di Padova invece è ancora vuoto, fatta eccezione per la presenza degli strumenti musicali e di quattro lampade che emanano una luce soffusa. Passa ancora qualche minuto, poi arrivano Billy Wes (tastiere), Caleb Speir (basso), Tamir Barzilay (batteria) e Jon Jackson (synth e sax), si sistemano alle proprie postazioni e incominciano a suonare.

Le note di Relating to a Psychopath si propagano per la sala con la veemenza di un’esplosione e annunciano decise l’entrata in scena di Macy Gray. La signora del soul quindi compare da dietro le quinte, si avvicina al microfono ed inizia a cantare. La voce roca, fragile e spezzata, come quella dei dischi. All’inizio si sente appena, è quasi sussurrata. Poi gradualmente sembra farsi spazio tra il suono potente della band e cresce in volume, arrivando a sovrastare gli altri strumenti.

Macy Gray ha carisma da vendere, e sa come incitare il proprio pubblico: «Abbiamo percorso una strada molto lunga, siamo partiti dalla California e siamo arrivati fino a Padova solo per voi, solo per sentirvi urlare», ripete più volte. «Non dovete pensare all’apparenza: questa è la vostra serata! Alzatevi, cantate, gridate, ballate… Fate tutto quello vi passa per la testa, siete liberi!».

E stare fermi o zitti è davvero impossibile: il concerto è potenza allo stato puro. Tra groove travolgenti (Caligula), interpretazioni mozzafiato (Creep), blues strappamutande (Annabelle) e medley carichi di energia (Sexual Revolution / Need You Now) ogni componente della band trova il proprio spazio all’interno delle canzoni per diventare protagonista e far impazzire il pubblico.

La chiusura è affidata a My Way di Sinatra, riarrangiata e resa quasi un manifesto.
Dopo l’ultimo ritornello, Macy Gray esce di scena. I quattro musicisti finiscono di suonare, raccolgono gli strumenti e spariscono anch’essi dietro le quinte.
Sono le 11.15. Le luci in sala si accendono, ma tra il pubblico c’è chi ancora non vuole andarsene. Molti sperano in un bis, invano.

Anch’io spero in un bis, o meglio in un ritorno. Un anno? Due? Vedi te, Macy, basta che ci regali presto un altro concerto bomba come questo!

Love peace and soul

 

SETLIST

  1. Relating to a Psychopath
  2. Why Didn’t You Call Me
  3. Do Something
  4. Caligula
  5. Creep
  6. Me With You
  7. Annabelle
  8. She Ain’t Right for You / Que Sera, Sera / Sweet Baby
  9. Sexual Revolution / Need You Now
  10. Beauty In the World
  11. I Try / No Woman, No Cry
  12. My Way
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Nato a Venezia, credo nel futuro e in Stevie Wonder.