Il triste ritorno alla realtà di Elodie

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Il triste ritorno alla realtà di Elodie

Certo che per Elodie quello dell’altro giorno non deve essere stato un bel risveglio. Alle 694.000 persone che la seguono su Instagram ha dovuto dare una cattiva novella: «Purtroppo il concerto del 26 aprile all’Alcatraz di Milano è stato annullato per motivi tecnici-organizzativi. Sono molto dispiaciuta, spero che avremo presto modo di cantare tutti insieme».

Motivi tecnico-organizzativi? Cosa vuol dire? Non sarà che si sono accorti che con ogni probabilità il 26 aprile l’Alcatraz sarebbe rimasto semi-deserto, perché un conto è il successo virtuale sui social, altra cosa quello reale, che consiste nella vendita di dischi (lo so che ormai se ne vendono pochi, ma almeno qualcuno, dai!) e soprattutto nel riempire i locali dove si suona.

Il problema di chi emerge grazie a un talent (nel suo caso Amici) è che spesso si autoconvince di essere un divo senza esserlo realmente, e chi gli sta attorno fa del suo meglio per confermarglielo. Quel nuovo flagello di dio chiamato social è tutto tranne che la fotografia della realtà. Già, perché una che ha 694.000 seguaci su Instagram, 234.000 “amici” su Facebook ed è seguita da 10.300 persone su Twitter in teoria non dovrebbe avere problemi a riempire l’Alcatraz. Se poi aggiungiamo che la sua canzone sanremese Tutta colpa mia su YouTube è stata visualizzata la bellezza di oltre 10 milioni di volte, beh, magari qualcuno ci crede davvero che il suo sia un successo autentico.

Ma poi, quando bisogna mettere mano al portafogli per comprare un disco o un biglietto le cose cambiano. A quel punto diventa chiaro a tutti qual è la differenza tra il successo virtuale e quello reale. Così la bella e brava Elodie deve accontentarsi dei bagni di folla durante gli instore tour e delle comparsate nei centri commerciali. Tanto lì per entrare non si paga nulla. Ma per cantare davanti a un pubblico pagante dovrà aspettare ancora un po’. A meno che non si decidano a farle fare un po’ di sana gavetta in locali più piccoli come si faceva una volta.

Parafrasando il titolo della sua canzone, forse non è tutta colpa sua. I maggiori responsabili sono coloro che le stanno accanto e dovrebbero darle buoni consigli, anziché farle credere che è una diva. Ma ormai è così: i famosi 15 minuti di popolarità non si negano a nessuno. Il fatto è che poi quelli magari ci credono davvero e perdono ogni contatto con la realtà. Fino a doversi svegliare il primo giorno di primavera e scrivere sui social che…

P.S. Nel corso della giornata odierna è arrivato un comunicato stampa che annuncia il rinvio a data da destinarsi dei concerti di Alessio Bernabei all’Alcatraz (10 maggio) e all’Orion di Roma (13 maggio). Causa: “impegni legati alla realizzazione del nuovo album”. Coincidenze?

Elodie

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".
  • Luca Baracco

    Articolo basato su supposizioni personali e niente di più. Conclusioni tirate a caso senza una prova a sostegno di quello che si dice.

    • Salvo

      Io personalmente non trovo l’articolo basato su pregiudizio od opinioni personali ma rappresenta purtroppo una reale fotografia della realtà. Qui si vuole far evincere il fatto che artisti come elodie vanno tutelati e non illusi.

    • ilo

      Ma quali supposizioni, questi cantanti usciti dai social sono tutti uguali e non propongono nulla di nuovo e originale, infatti dopo qualche anno spariscono o si riciclano facendo pubblicità o piccole parti in programmi tv.

  • Leonardo Morano

    Riassumendo in 2 righe non c’è spazio per tutti. Il mercato musicale italiano era (da sempre) un mercatino rionale e con internet si è ridotto ad un ape car parcheggiata in una piazzuola deserta che vende cocco e bibite fresche. Troppi Talent che sfornano troppi pseudo artisti che inevitabilmente durano quanto la fiammata di un fiammifero.
    il 98% di questi vivrà la sua bella favoletta per oliare gli ingranaggi di mamma tv e poi si dedicherà ad altro.

    • Enrico Tesi

      Purtroppo è così, i social hanno ingigantito la percezione che si ha di questi “artisti” da talent, e ad alcuni va bene o decisamente bene (vedi Mengoni, Amoroso, Giusy Ferreri), ad altri rimane la gloria gratuita dei commenti o visualizzazioni su Youtube, degli innumerevoli seguaci su Twitter o Facebook e dei live gratis negli store. Sono pienamente d’accordo con l’autore dell’articolo, che mi sembra realistico e non di parte.