Un tirchio quasi perfetto. È il film

Film un po' tirchio su personaggio tirchio

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Un tirchio quasi perfetto
di Fred Cavayé
con Dany Boon, Laurence Arné, Noémie Schmidt, Patrick Ridremont, Christophe Canard.
Voto 6 meno

Il violinista Dany Boon (quello di Giù al nord) veste solo di saldi, non accende la luce, non riscalda la casa o l’acqua e passa il suo tempo con l’impiegato della sua banca e lo usa sia per ricordarsi quanto ha accumulato (tanto, visto che non spende…) sia come psicoanalista (una bella idea, ma quell’avaro dello sceneggiatore l’ha usata pochino…). Ovviamente è odiato dai vicini perché paralizza le decisioni condominiali sui cassonetti e ha lasciato un avaro ricordo di sè anche all’ex moglie che un bel dì gli rifila la figlia che lui non ha mai saputo di avere (così impara a usare preservativi scaduti). Ecco che l’uomo che non vuole spendere mai si ritrova per casa una ragazza che gli ricostruisce, per amore, un’immagine di filantropo. Nel frattempo si è anche innamorato di una violoncellista. Con avarizia. Il film è in qualche modo avaro come l’avaro che rappresenta e anche le risate sono avare e usate con avarizia (e poi la storia di un avaro, a parte due o tre exploit -al risparmio- è in sè triste per un film comico). Facciamo una predizione (gratis): rischiamo un remake nostrano.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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